Alberto Zangrillo/ “Non è la situazione di marzo, clima descritto non realistico”

- Carmine Massimo Balsamo

Alberto Zangrillo del San Raffaele contro gli allarmisti: “Il 70% delle persone che arriva in ospedale sono dei codici verdi”

alberto zangrillo
(Tg4)

Vietato paragonare la situazione attuale a quella di marzo, un lockdown non è necessario: questo è il pensiero di Alberto Zangrillo. «È un errore da parte della stampa parlare di migliaia di contagi e presupporre che siano persone malate, in realtà sono persone che sono venute a contatto con il virus. A me non sembra che sia completamente aderente alla realtà il clima che la stampa sta descrivendo», le parole del Direttore dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione Generale dell’IRCCS Ospedale San Raffaele ai microfoni del Tg4: «In questo momento abbiamo una situazione completamente diversa da quella che tutti stanno narrando, la differenza sta tra noi e gli altri Paesi europei: negli altri Paesi europei sta accadendo qualcosa che dal punto di vista dei numeri è anche più grave ma lo si affronta con senso di responsabilità e con i nervi saldi. Noi stiamo prendendo in carico pazienti che non sono pazienti: nel 60% dei casi sono persone in cerca di un alloggio, in cerca di una patente di positività e che potrebbero tranquillamente rimanere a casa».

ALBERTO ZANGRILLO: “SERVONO METODO, NERVI SALDI E RAZIONALITÀ”

Alberto Zangrillo nel corso del suo intervento ha tenuto poi a precisare: «Il 70% di coloro che arrivano in un grande ospedale metropolitano sono codici verdi, è una situazione che non è assolutamente paragonabile a quella di marzo e chi la paragona alla situazione di marzo non ha vissuto la situazione di marzo. Dobbiamo affrontare le cose con metodo, nervi saldi e razionalità. Questi ingredienti sono per ora presenti nell’azione del Governo».

Poi una sottolineatura sulle terapie intensive: «C’è l’equazione per cui terapia intensiva significa paziente intubato, ma in terapia intensiva vanno le persone che manifestano insufficienza d’organo. Noi non dobbiamo dare il messaggio che in questo momento si blocca tutto, ricordiamoci che 450 persone muoiono ogni giorno di cuore e una misura equivalente muoiono di malattie oncologiche. Cosa facciamo con queste persone, sbarriamo loro la strada? In parte sta già accadendo ed è profondamente sbagliato, è indegno di un Paese civile. Dobbiamo farci carico di tutti».

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