Alessandra Mussolini/ “Giusta la battaglia per il ddl Zan, sì alle adozioni gay”

- Carmine Massimo Balsamo

Alessandra Mussolini si schiera dalla parte del ddl Zan: “Viviamo una realtà così particolare dove la tolleranza non vale per tutti, ma solo per alcuni”

Alessandra Mussolini
Alessandra Mussolini, Domenica In

Sì al ddl Zan: Alessandra Mussolini si schiera a favore della legge sull’omotranslesbofobia. Intervenuta ai microfoni di Chi, l’ex parlamentare di Forza Italia ha spiegato: «Non la chiamerei conversione, né redenzione. Sarebbe riduttivo. Io non faccio altro che analizzare le situazioni, senza barriere e senza essere condizionata, in alcun modo, dalle etichette. Eppure, ciononostante, viviamo una realtà così particolare dove la tolleranza non vale per tutti, ma solo per alcuni».

Alessandra Mussolini ha spiegato di considerare più che giusta la battaglia per il ddl Zan, evidenziando che bisogna combattere le tante discriminazioni «oggi più che mai». E la proposta del Centrosinistra, secondo l’ex azzurra, non limita la libertà d’espressione: «Sono dell’idea che, in questo caso specifico, la mia libertà finisce dove comincia quella degli altri».

Alessandra Mussolini: “Sì a adozioni gay e pride”

Alessandra Mussolini non si è detta preoccupata della possibile delusione dei suoi sostenitori, ricordando di aver sempre portato avanti uno spirito libero e liberale. Il via libera al ddl Zan è una rivoluzione culturale necessaria per le generazioni future, commentando così un’uscita infelice del 2006 («meglio fascista che frocio», ndr): «Usai quell’espressione in risposta a una violenta provocazione sul mio cognome. Non volevo offendere, ma porre fine a una spiacevole discussione». Alessandra Mussolini si è poi schierata a favore delle adozioni gay, rimarcando che «i bambini abbandonati negli istituti sono la peggiore sconfitta di ogni società. L’amore deve prevalere su tutto». Sì anche ai gay pride: «Trovo che musica e colori siano la migliore cura dopo un periodo buio e triste come quello dal quale stiamo faticosamente tentando di uscire. Mi auguro che questo spirito si riversi in ogni manifestazione, politica e non».



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