ALESSANDRO CECIONI, MARITO CONCITA DE GREGORIO/ Insieme hanno tre figli: Bernardo, Lorenzo e Pietro

- Dario D'Angelo

Alessandro Cecioni, marito di Concita De Gregorio: anche lui è un giornalista. Il suo cavallo di battaglia sono le inchieste, in particolare…

Alessandro Cecioni
Alessandro Cecioni, marito di Concita De Gregorio
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Tra gli ospiti della puntata di oggi di “Aspettando le parole” di Massimo Gramellini c’è anche Concita De Gregorio. Ma quanti sanno che la firma di “Repubblica” è sposata a sua volta con un giornalista? Il marito si chiama Alessandro Cecioni e per diversi anni è stato cronista di nera, fino ad approdare al quotidiano La Città di Firenze di cui è stato responsabile della cronaca. Nasce probabilmente in questo periodo l’interesse per il caso che più ha segnato la nera della città fiorentina negli ultimi decenni: il mostro di Firenze. Proprio a lui è dedicato un libro intitolato: “Mostro di Firenze. Ultimo atto”, scritto a quattro mani con Gianluca Monastra. Successivamente, ha lavorato all’Agenzia giornali locali del gruppo Espresso, poi a Repubblica Inchieste.

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ALESSANDRO CECIONI, MARITO CONCITA DE GREGORIO

Negli ultimi tempi Alessandro Cecioni su La Repubblica si è occupato principalmente di articoli di rugby. Insieme a Concita De Gregorio hanno tre figli: Bernardo, Lorenzo e Pietro. Della loro vita privata si sa davvero pochissimo, attenti a come sono a preservare la loro quotidianità dalle attenzioni spesso morbose dei media. Come detto uno dei “cavalli di battaglia” di Cecioni è la storia del mostro di Firenze. Intervistato al riguardo qualche tempo fa disse: “Sono teorie con un peso specifico diverso. La pista sarda è stata accantonata troppo presto, quella dei compagni di merende è stata capita troppo tardi. Questo ha pregiudicato le indagini in entrambi i casi e non ha permesso di accusare o scagionare, una volta per tutte, molti dei vari personaggi. La setta esoterica invece è stata inquinata dalle suggestioni. Per quanto riguarda oggi, impossibile prevedere l’esito delle nuove indagini. Molti protagonisti sono scomparsi, altri sono molto anziani. Chi indaga punta sulle perizie scientifiche: gli strumenti di oggi negli anni ’80 non erano neppure immaginabili. Di certo, questa è l’ultima occasione. Non ce ne saranno altre”.

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