Alessandro e Luigi, badanti scomparsi a Siracusa/ “Uccisi e gettati in un pozzo”

- Emanuela Longo

Alessandro e Luigi, i due badanti campani scomparsi nel 2014 da Siracusa: sono stati uccisi? L’ipotesi choc: “corpi in un pozzo”, il caso a Chi l’ha visto

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Alessandro e Luigi, Chi l'ha visto

Di Alessandro Sabatino e Luigi Cerreto si sono perse le tracce il 12 maggio 2014 da Siracusa. I due uomini, entrambi badanti, avevano lasciato la provincia di Caserta per andare a cercare quella libertà lavorativa e non solo in Sicilia, prendendosi cura di un anziano. I due però fecero misteriosamente perdere le tracce. La procura indaga per duplice omicidio ma i loro corpi non sono mai stati ritrovati e per la seconda volta è stata chiesta l’archiviazione del caso. Il duplice giallo sarà affrontato oggi dalla trasmissione Chi l’ha visto che già negli anni passati si era occupata del caso cercando di far emergere la verità. Le famiglie dei due ragazzi non si rassegnano e, seppur potenzialmente terribile, vogliono conoscere la verità su ciò che accadde ad Alessandro e Luigi in quella villa di contrada Tivoli nel Siracusano. Le loro ipotesi, però, sono le più drammatiche, come rivela anche Fanpage.it in un articolo di oggi: i familiari dei due uomini scomparsi sono infatti convinti che siano stati uccisi e gettati in un pozzo. I legali delle due famiglie si sono opposti alla richiesta di archiviazione delle indagini che attualmente un solo nome iscritto nel registro degli indagati, ovvero quello del figlio dell’anziano per il quale lavoravano come badanti.

ALESSANDRO E LUIGI, BADANTI SCOMPARSI A SIRACUSA: L’IPOTESI CHOC

Secondo quanto emerso dalle ipotesi degli investigatori che indagano sulla scomparsa di Alessandro e Luigi, ci sarebbero state delle forti tensioni tra i figli dell’anziano e i due uomini che lavoravano per lui come badanti. Appena giunti in Sicilia, infatti, i due campani avrebbero notato segni di pesanti maltrattamenti a carico dell’anziano chiamati ad assistere proprio dal figlio che si occupava anche della gestione della sua pensione. Questo avrebbe portato a forti attriti tra i due uomini poi scomparsi ed il figlio dell’anziano a cui prestavano assistenza. Nonostante le ipotesi però, la procura non sarebbe entrata in possesso di alcuna prova certa contro l’uomo indagato e per questo sarebbe giunta una seconda richiesta di archiviazione. Sono stati ad oggi numerosi i pozzi esaminati nei pressi dell’abitazione dell’anziano, ma dei presunti corpi dei due uomini neppure l’ombra. Anche per tale ragione il legale difensore dei familiari degli scomparsi, l’avvocato Daniele Scrofani, insieme alla collega Francesca D’Izzia hanno chiesto che possano essere esaminati nuovi pozzi artesiani e che vengano eseguiti nuovi accertamenti anche su altri soggetti senza un alibi nella presunta ora del duplice delitto.

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