Alessandro Gassmann “Covid ci apra occhi su clima”/ “Così racconto i green heroes…”

- Raffaele Graziano Flore

Alessandro Gassmann, “L’emergenza del Covid ci apra gli occhi sull’ambiente”. L’attore da sempre in prima linea sul tema: “Serve una rivoluzione: così racconto i Green Heroes…”

Alessandro Gassmann
Alessandro Gassmann (Tv2000, 2019)

Alessandro Gassmann

, come già aveva fatto in passato pubblicamente oltre che sui propri canali social da tempo, torna ad alzare la voce e prende posizione in favore dell’ambiente partendo proprio dalla pandemia da Coronavirus e dalle sue conseguenze per smuovere le coscienze e promuovere una rivoluzione green. Il 55enne attore romano e figlio d’arte, nel corso di una intervista concessa a “la Repubblica, infatti si è detto pronto a fare la sua parte mostrando come l’attivismo in favore delle tematiche ambientali non sia una moda alla stregua di tanti suoi colleghi del mondo dello showbiz. E sullo stesso quotidiano capitolino (o meglio su “il Venerdì”) il diretto interessato tiene da ottobre una rubrica intitolata emblematicamente ‘Green Heroes’ in cui racconta le storie di coloro che dedicano la propria via a questa causa: “C’è ancora molto da fare, anche nel comparto del cinema, ma siamo pronti per la rivoluzione green” ha detto, lamentando però il fatto che gran parte della popolazione mondiale ancora si disinteressa del futuro del pianeta e delle conseguenze dell’emergenza climatica. “La sfida che mi pongo, o il tentativo che vorrei fare, è convincere chi non è interessato (…) e a sentirsi coinvolto”.

ALESSANDRO GASSMAN, “COVID CI APRA GLI OCCHI, SERVE UNA RIVOLUZIONE GREEN”

Nella suddetta intervista, Alessandro Gassmann ha messo in evidenza come sia stata proprio l’emergenza sanitaria legata alla pandemia a far riaccendere i riflettori sul tema del clima e sul fatto che gli allarmi degli scienziati sovente sono inascoltati: “Davanti a tanti morti, a così tante persone ricoverate negli ospedali e attaccate a un respiratore (…) ci si spaventa e si è costretti ad ascoltare chi ne sa più di noi” ha spiegato, aggiungendo che il Covid-19 è legato all’emergenza ambientale dato che “la vicinanza tra esseri umani e selvatici, gli allevamenti forsennati portano malattie che prima non esistevano e aumentano le probabilità che pandemie come quella che stiamo vivendo si ripropongano più avanti nel tempo”. Secondo l’attore è importante che la presa di coscienza non avvenga solo a livello individuale ma anche dei vari Governi che andrebbero “tampinati per indurli a fare, più che a raccontare” dato che questo “vorrà dire milioni di posti di lavoro e nuove professionalità e un futuro migliore per i nostri figli”. E questo dovrà valere pure per il cinema italiano: “Sicuramente è uno di quegli ambiti in cui il tema dell’ecologia è molto sentito (…) anche se sono pochi i miei colleghi che si spendono per questa causa quanto faccio io e onestamente mi dispiace” si rammarica prima di concludere anticipando i progetti in cantiere tra cui il sostegno alla Notte dei Ricercatori con un video su RaiPlay e l’idea di un documentario per l’UNHCR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati).



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