Alessandro Gassmann “mia nonna era ebrea”/ “Shoah scoperta grazie ai suoi racconti”

- Emanuele Ambrosio

Alessandro Gassmann è pronto a tornare al cinema e alla mostra del Cinema di Venezia con il nuovo film “Non odiare” e sul padre rivela “era figlio di un’ebrea”

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Alessandro Gassmann

Alessandro Gassmann è pronto a ripartire. Dal 10 settembre l’attore sarà in tutte le sale cinematografiche con il nuovissimo film dal titolo “Non odiare” diretto da Mauro Mancini con Sara Serraiocco che si appresta a presentare anche alla mostra del Cinema di Venezia, unico film italiano in concorso alla Settimana della critica. Non è la prima volta che il figlio di Vittorio Gassmann partecipa da protagonista alla Mostra del Cinema di Venezia visto che già lo scorso anno ha partecipato con il bellissimo film “Mio fratello rincorre i dinosauri” di Stefano Cipani. Una storia intensa ed importante ispirata all’omonimo romanzo best – seller, anche se quest’anno il tema è ben diverso visto che il film parla di vita e di morte. “Lo spunto è una vicenda accaduta in Germania — racconta Gassmann al Corriere della Sera (data 15 agosto 2020)— un chirurgo ebreo si è rifiutato di operare un paziente con un tatuaggio nazista che aveva sulla spalla. Anche il mio personaggio è un chirurgo, Simone Segre, che si trova per caso a decidere della vita o della morte di un uomo con una svastica tatuata sul petto. Anche lui non lo salva e dovrà fare i conti, grazie al contatto con i figli di quest’uomo, con le sue radici e i suoi valori”. Un tema complesso che porta a riflettere quanto sia importante oggi giorno continuare a parlare di queste cose considerando che “odio e violenza verbale (e non) sono sempre più presenti e l’avversario è sempre un nemico di abbattere”. Proprio per questo l’attore ha dichiarato: “chi ha la possibilità e la cultura per discernere deve metterci la faccia, favorire il dialogo. Non siamo bestie, possiamo ragionare. Sta scomparendo la generazione che visse gli orrori del fascismo e della guerra. Maestri preziosi come Camilleri, luce che ci manca molto. Lo stiamo già capendo ora con gli effetti della pandemia”.

Alessandro Gassmann: “mio figlio Leo? Sono ammirato di come coltiva la sua passione”

Alessandro Gassmann parlando poi dei tempi moderni scossi dalla pandemia da Coronavirus ha precisato: “il virus ha acuito problemi e difetti. La crisi economica è pesante, per alcuni terribile. Siamo un paese impaurito e disinformato, quello con meno laureati d’Europa. Abbiamo già dimostrato di essere capaci di pagine orrende, complici ignoranza e paura”. Questo film “Non odiare” lo porta però a toccare un tema complesso che ha vissuto indirettamente visto che a sorpresa ha rivelato che la mamma del padre Vittorio Gassmann era una ebrea: “dovette italianizzare in Ambrosi il suo cognome, Ambron. E dopo la morte di mio nonno si trovò in difficoltà economica con due figli a carico. Se la cavarono perché mio padre giocava bene a pallacanestro, era nazionale. Ma lui non ha mai smesso di avere paura”. Parlando proprio di ebrei, l’attore ha dichiarato: “la Shoah non va dimenticata. Io l’ho scoperta anche grazie ai racconti di mia nonna, viveva a Pisa nel ghetto, due nostre parenti della famiglia Ambron furono deportate e uccise nei campi di concentramento”. Impossibile poi non parlare del figlio Leo che dopo X Factor ha trionfato al Festival di Sanremo tra i giovani: “sono ammirato di come sappia coltivare la sua passione. E pensare che detesto il pop. Ma l’amore paterno è talmente forte che ho cambiato i gusti… La trap? No, quella non ce la faccio”.

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