Alessandro Haber/ “Coronavirus? Piango sempre e penso a mia figlia Celeste”

- Mirko Bompiani

Alessandro Haber sull’emergenza coronavirus in Italia: “Non riesco a fare niente. Giuliana De Sio? Per lei è stato un incubo feroce”.

Alessandro Haber
Alessandro Haber a Vieni da me

Tanti pensieri per la testa, zero svago e molta preoccupazione: così Alessandro Haber sta vivendo questi giorni di quarantena per l’emergenza coronavirus. «Non ho la testa, penso solo al coronavirus. Magari ci provo, ma dopo pochi minuti mi arrendo, voglio accendere la tv e sapere», le parole dell’attore ai microfoni de Il Fatto Quotidiano: «Non sono preoccupato per me, la mia vita l’ho fatta, sono del 1947; penso alle generazioni successive, a mia figlia». Ed a proposito dell’allarme Covid-19 ha evidenziato: «E’ impensabile: uno poteva prevedere una guerra, una bomba, un’alluvione, non l’azzeramento per colpa di un virus». Il 73enne ha spiegato che in questi giorni sta facendo un grande viaggio introspettivo: «Sto ripercorrendo la mia vita, la mia storia, penso a mia madre, a Israele, l’infanzia; mi sono tornate in mente persone che non mettevo più a fuoco, situazioni in teorie secondarie, ma che evidentemente dentro di me hanno scavato».

ALESSANDRO HABER: “PIANGO MOLTO”

Nella lunga chiacchierata con il Fatto Quotidiano, Alessandro Haber ha ammesso di commuoversi molto in questi giorni, soprattutto per determinate storie: «Piango quando in tv sento storie come quella del prete che si è lasciato morire per i fedeli, e mi domando se anche io sarei in grado. Risposta? Per mia figlia». Ed in questi giorni vive da solo: «Sono separato, e la piccola sta con la madre, e la stessa madre ormai la considero la mia seconda figlia». Infine, un commento sulla situazione di Giuliana De Sio, ex compagna che ha dovuto fare i contatti con il coronavirus: «L’ho sentita è molto provata, per lei è stato un incubo feroce; se mi intubano non sono in grado di sopportarlo, e poi mi escono le lacrime per queste persone che se ne vanno senza un addio, nessun contatto, un gesto d’amore. Niente. Ma com’è possibile?».

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