Alessandro, nipote Rino Gaetano/ “Il suo nomignolo? Colpa di mia mamma!”

Alessandro, il nipote di Rino Gaetano ospite di Vieni da me: dalle curiosità inedite alla sua passione per la musica, un racconto senza filtri.

alessandro rino gaetano
Alessandro, il nipote di Rino Gaetano ospite a Vieni da me

Alessandro Gaetano, figlio dell’unica sorella di Rino Gaetano, ospite a Vieni da me: il nipote dell’indimenticabile cantante di Crotone ha svelato alcuni particolari e retroscena inediti. «Mia mamma è nata nel 1944, loro sono venuti a vivere a Roma ma sono nati altrove: Rino a Crotone e mia madre a Dolo, Venezia», ricorda Alessandro, che poi spiega perchè ha scelto il nomignolo Rino, lui all’anagrafe Salvatore Antonio: «Mia madre lo chiamava Salvatorino, dunque Rino: è una bella colpa di mia mamma». Poi sulla sua passione per la musica, portata avanti con la Rino Gaetano Band: «Io penso di aver sempre ascoltato musica e di aver strimpellato anche da non conoscente dello strumento: io mi addormento con la musica e mi sveglio con la musica, per me è fondamentale». E sono tanti i ricordi che lo legano allo zio: «Ho tanti ricordi, lui nella sua villa che doveva immobiliare aveva un cucinino per il caffè e una brandina, mentre c’era una stanza in cui creava. Un giorno aprì una porta e mi urlò contro perché stava sviluppando».

ALESSANDRO GAETANO E LA CENSURA DI “MA IL CIELO E’ SEMPRE PIU’ BLU”

Rino Gaetano e la sorella «erano molto complici, si facevano dei piccoli favori, per esempio cambiando la macchina: erano abbastanza spensierati in quegli anni», spiega Alessandro nel salotto di Vieni da me, che si è poi soffermato sulla sua carriera di artista: «Giro dal lontano 1999 con la Rino Gaetano band, a Montesacro curo il Rino Gaetano day: un concerto gratuito nel giorno della sua scomparsa, uniamo solidarietà e musica per ricordarlo». Infine, un ricordo del capolavoro “Ma il cielo è sempre più blu”: «La canzone fu censurata per una frase: “Chi tira la bomba, chi nasconde la mano”. All’epoca era un po’ pesante parlare di queste cose».



© RIPRODUZIONE RISERVATA