Alessia Logli, figlia Roberta Ragusa/ “Mio padre innocente, messo dentro senza prove”

- Emanuela Longo

Alessia Logli, figlia di Roberta Ragusa, torna a difendere il padre dall’accusa di omicidio: “Messo dentro senza una prova”

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Alessia Logli (Foto: Instagram)

Alessia Logli, figlia di Roberta Ragusa ed Antonio Logli, è tornata a parlare tra le pagine del settimanale Oggi, in edicola da domani 29 ottobre. La giovane ha vissuto in prima persona la scomparsa della madre, avvenuta nella notte del 13 gennaio 2012 dalla sua abitazione e la successiva condanna del padre con l’accusa di omicidio e distruzione di cadavere. L’uomo è attualmente detenuto nel carcere di Massa dove sta scontando la pena di 20 anni di reclusione. La giovane Alessia per la prima volta ha deciso di parlare della tragedia che ha sconvolto e rivoluzionato drasticamente la sua stessa vita ed ovviamente la sua famiglia. “Ho capito che devo contare solo su me stessa e non posso più rimanere dove sono”, ha dichiarato tra le pagine del noto settimanale. Per questo ha aggiunto di essersi iscritta ad Economia a Pisa ma vivrà con il fidanzato Kian a Milano. “Lui lavorerà per case di moda e io per un’agenzia di modelle. E vorrei chiarire una cosa: sfilate e studi fotografici non sono il miraggio di una ragazzina in cerca di successo. Sono gli appigli a cui mi aggrappo per rendermi indipendente”, ha voluto subito chiarire.

ALESSIA LOGLI DIFENDE IL PADRE

Alessia Logli continua a sostenere con forza la totale innocenza del padre, secondo la legge italiana l’autore del delitto della madre Roberta Ragusa, il cui corpo non fu mai trovato. “Mi è stato vicino e senza essere preparato a una cosa del genere ha fatto il meglio in ogni senso… Hanno fatto bene a guardare in casa nostra. Ma poi dovevano farlo anche in altre direzioni, far vedere che non si fermavano sulla loro idea iniziale. Invece hanno lavorato solo su quella e alla fine lo hanno messo dentro senza una prova”, ha dichiarato la giovane, criticando in tal senso le indagini sul conto del padre. E sulla condanna di Antonio Logli, a suo dire, avrebbe influenzato anche la scelta della difesa del padre di non farlo parlare pubblicamente: “Mentre babbo taceva, i media lavoravano sulla sua immagine. Il sorriso beffardo, lo sguardo gelido, l’espressione tirata e altre sciocchezze. Una oggi, una domani, nel pubblico s’è formata un’idea di colpevolezza”.

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