Alessia Morani “Come ho sconfitto la leucemia”/ “Ora ho necrosi alle ginocchia ma…”

- Silvana Palazzo

Alessia Morani, la battaglia contro la leucemia: il trapianto di cellule staminali, le chemio e le cure col cortisone. “Ora ho necrosi alle ginocchia, non importa”. Ad aiutarla anche la fede

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Alessia Morani, Pd (Foto: 2020, LaPresse)

Alessia Morani racconta la sua battaglia contro la leucemia. Sono passati diversi anni, ma la deputata del Partito democratico vuole parlarne perché ritiene che sia importante per chi si ritrova a dover combattere la malattia. Lei ad esempio pensava che sarebbe stato impossibile farcela, ma non era sola nel suo calvario. «L’ho scoperta per caso, avevo un nodulino al seno e sono andata a fare le analisi ed è venuto fuori che avevo 180 mila globuli bianchi, quando la norma è massimo 11 mila. Avevo cinque litri di sangue malato in circolazione», spiega Morani al Corriere della Sera. Il verdetto per la parlamentare è stato devastante, ma ha subito cercato qualcuno che ce l’aveva fatta. Ha trovato Marta, che l’ha aiutata in quel calvario. «Ho cercato inutilmente un donatore di midollo, sono figlia unica e i miei genitori erano troppo anziani per potermelo donare». La banca mondiale trovò un donatore abbastanza compatibile a Taiwan, che però aveva la Sars. Niente donatore, quindi ha dovuto fare l’auto trapianto con le cellule staminali.

ALESSIA MORANI: “SONO DEVOTA ALLA MADONNA DI LORETO”

Poi per Alessia Morani è stata necessaria la chemioterapia. «Il primo anno è stato durissimo, due cicli potentissimi che mi hanno resa calva e mi hanno fatto arrivare a pesare 34 chili», afferma al Corriere della Sera. E ci scherza su, dicendo che la chiamavano Sméagol, il personaggio del Signore degli anelli che è magro e senza capelli. Dopo le chemio cominciarono le curve col cortisone. «Adesso per via di quelle iniezioni ho una necrosi bilaterale alle ginocchia che — dicono i medici — sono le ginocchia di un’ottantenne, ma non importa. Io faccio lo stesso sport, vado in palestra, a camminare, a correre». La sua famiglia è rimasta al suo fianco, ma l’ha aiutata anche la fede per la Madonna. «Sono devota alla Madonna di Loreto, da buona marchigiana. Vado spesso al santuario che è un luogo magico, lo consiglio a tutti». Dopo cinque anni di lotta ce l’ha fatta, per questo si sente fortunata. E per questo ha cambiato le priorità della sua nuova vita: «La seconda vita è un dono che mi porta a relativizzare tutto, a cominciare dalle discussioni all’interno del Pd. Le ascolto da fuori e penso: i problemi sono altri».



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