Alessia Pifferi, il compagno: “Non sapevo fosse incinta”/ “Papà bimba non so chi sia”

- Davide Giancristofaro Alberti

Il compagno di Alessia Pifferi è stato interrogato nelle scorse settimane dagli inquirenti: le sue parole in esclusiva a Zona Bianca

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Compagno Alessia Pifferi, Zona Bianca

A Zona Bianca, programma andato in onda in diretta televisiva ieri sera su Rete 4, si torna a parlare della vicenda di Alessia Pifferi, la donna attualmente in carcere in quanto accusato di aver ucciso la figlia di 18 mesi dopo averla lasciata per sei giorni da sola in casa. Il talk show condotto da Giuseppe Brindisi ha mandato in onda alcune delle dichiarazioni rese dal compagno di Alessia Pifferi (totalmente estraneo ai fatti) nel corso di un interrogatorio: “Da quanto tempo conosco la signora Pifferi Alessia? Ho conosciuto Alessia due anni fa su un sito di incontri – avrebbe raccontato l’uomo agli inquirenti – abbiamo iniziato a frequentarci assiduamente ed è diventata una relazione vera e propria con alti bassi da agosto 2022”.

Ma a pochi mesi dallo sbocciare dell’amore, è successo qualcosa di decisamente inatteso: “A gennaio del 2021 è nata prematuramente Diana – ha raccontato ancora il compagno di Alessia Pifferi – in casa mia e la piccolina è stata ricoverata per circa due mesi all’ospedale di Bergamo”. Poi l’uomo ha aggiunto: “Conosco il padre di Diana? Premetto che Alessia non mi ha mai detto che aspettava una bambina, io l’ho scoperto il giorno in cui aveva partorito.

ALESSIA PIFFERI, L’AVVOCATO: “MOLTE PERSONE VOGLIONO AIUTARLA”

“Durante la convivenza – ha continuato il compagno di Alessia Pifferi – mi era venuto il sospetto visto l’assenza del ciclo e la pancia che aumentava, ma lei ha sempre negato. Dopo aver partorito mi ha detto che nemmeno lei sapeva di essere incinta. Ciò premesso non so chi sia il padre di Diana”.

Il nome del padre sarebbe stato confidato da Alessia Pifferi ad una dei suoi avvocati, Solange Marchignoli, che ieri, in collegamento sempre a Zona Bianca, ha svelato: “Ho registrato tutta una serie di persone che mi hanno scritto dicendomi che vogliono aiutare la signora Pifferi, ricevo un sacco di email in cui mi scrivono che vorrebbero mandare dei soldi da dare a me o acquistare dei beni nel carcere, e che mi chiedono cosa possono fare per aiutare questa persona”.







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