Alessio Sakara/ Dopo la sconfitta di Genova però il campione ha saputo rialzarsi (Tu si que vales)

- Emanuele Ambrosio

Alessio Sakara torna come co-conduttore a Tu Si Que Valese e rivela: “da piccolo giocavo a pallone, centrocampista o attaccante, ed ero bravo ma…”

Alessio Sakara, Tu si que vales

Alessio Sakara è pronto per la nuovissima edizione di Tu Si Que Vales, il talent show di successo co-condotto con Belen Rodriguez e dal rugbista Martin Castrogiovanni. Un ritorno in tv che arriva a pochissimi giorni dalla vittoria del TKO nel main event di Bellator Milano, evento di MMA e kickboxing andato in scena stasera all’Allianz Cloud di Milano. Sono bastati solo 23 secondi per mettere a tappeto l’avversario e vincere la gara dopo la sconfitta di Bellator Genova dove ha dovuto lasciar trionfare Kent Kauppinen. “Dopo Bellator Genova avevo tanta rabbia dentro, perché mi ero allenato tantissimo e non mi aspettavo finisse così. Questo sport però è bello anche per questo, non si sa mai come possa finire un match. Adesso mi sono allenato tantissimo, facendo un camp di 7 settimane in America metabolizzando quella rabbia e trasformandola in concentrazione per questo impegno del 12 ottobre. Per cui, arrivo carico e concentrato!” aveva dichiarato il campione a FoxSports.it.

Alessio Sakara: “fisicamente da piccolo ero più dotato degli altri”

Sulla sconfitta subita a Bellator Genova contro Kent Kauppinen, Alessio Sakara ha dichiarato: “ha dimostrato di essere uno che sa combattere, il match è stato molto duro per quest’ultimo, quando tutti lo davano per strafavorito. Kauppinen è uno che può mettere in difficoltà tante persone, visto che coi guantini da 4 once e le mani pesanti può dare problemi. Logicamente, se lo riaffrontassi potrei cambiare strategia e lo porterei a terra”. Dopo la sconfitta di Genova però il campione ha saputo rialzarsi vincendo il Bellator Milano rivelando poco dopo dalle pagine de La Gazzetta dello Sport alcune indiscrezioni sulla sua infanzia. “A Pomezia da piccolo giocavo a pallone, centrocampista o attaccante, ed ero bravo. Fisicamente ero più dotato degli altri, il mister mi diceva: ‘Quando arriva la palla girati e tira, una su dieci dentro entra’. Ero capocannoniere delle giovanili, ho fatto provini al Parma e alla Lazio. Qui ero insieme a un ragazzino che aveva il padre direttore di una banca famosa ma correva che pareva c’avesse la tallonite: partitella con la Lodigiani, io faccio gol, ma prendono lui. Lì ho capito che il calcio non faceva per me”.

Alessio Sakara: “rimasi folgorato da una videocassetta dell’UFC”

Dal calcio alla boxe il passo è stato “diciamo breve” come racconta Alessio Sakara a La Gazzetta.it. “Nel 1999 rimasi folgorato da una videocassetta dell’UFC. Mi innamorai, quello sport era più completo della boxe, volevo farlo ma in Italia non lo insegnava nessuno. Così me ne andai in Brasile, per imparare il Ju-Jitsu” ha ricordato il campione che, pensando a quel periodo della sua vita, ha rivelato: “ero fortunato, il cambio era favorevole: partii con 3.000 euro e ci feci quasi un anno, vivendo alla brasiliana e non da turista. Poi i soldi finirono e dormivo in palestra: mi allenavo, poi bastava che la tenevo pulita e mi permettevano di starci. Era bello, imparai subito la lingua, non mi serviva nient’altro: palestra, amici, spiaggia. E già guadagnavo qualcosa combattendo. Anzi, pensi che proprio alla fine del mio match più ricco mi rapinarono…”. Dopo le iniziali difficoltà è arrivato il grande successo e la fama. Oggi però Alessio non disdegna anche il piccolo schermo dove, grazie a Maria De Filippi, è riuscito a costruirsi una seconda identità.



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