Alex Schwazer/ “Con Carolina Kostner non ci sentiamo più. Sul doping…”

- Mirko Bompiani

Il marciatore Alex Schwazer a FQMagazine: “Dopo Pechino 2008 è sempre stata una fuga per cercare sensazioni che non trovavo più”

Alex Schwazer (LaPresse)
Alex Schwazer (LaPresse)

Il doping, la prima e la seconda condanna, il futuro e la sfera amorosa: Alex Schwazer a tutto tondo ai microfoni de Il Fatto Quotidiano. L’oro olimpico nella 50 chilometri di marcia a Pechino 2008 si è raccontato senza filtri e, tornando alla vittoria cinese, ha rivelato qualche retroscena sull’incontro con Silvio Berlusconi, tra barzellette e non solo: «Improvvisò tutto l’incontro. Ricordo che disse ‘io quello che ho premesso agli elettori l’ho anche mantenuto’. La prima, disse, ho mandato a casa Prodi. La seconda ora non me la ricordo io, ma era sempre una battuta. La terza, disse, ho promesso che avrei comprato Ronaldinho e ho comprato Ronaldinho. Simpatico sì, ma dico sei lì, hai tutti i medaglisti olimpici che si sono fatti un mazzo così, un minimo di preparazione, dai».

Alex Schwazer ha poi parlato del suo passato amoroso, lui famoso re di cuore, sottolineando di aver spesso pensato “da atleta”: «Tanti atleti che la compagna disturba perché ti devi solo allenare, mangiare, dormire. È un modo molto vecchio. La vita non è così. Nel 2008 mai avrei pensato di innamorarmi prima delle Olimpiadi. Ma anche nel 2015 prima di Rio ho conosciuto la mia attuale moglie». Il legame con Carolina Kostner è stato troncato, ha aggiunto l’atleta, i due non si sentono più e il distacco è stato molto doloroso: «Magari un giorno ci rivedremo ma non è ancora arrivato il momento giusto».

ALEX SCHWAZER E IL DOPING

Alex Schwazer è poi tornato sul doping, arrivato dopo l’oro di Pechino, spiegando di essere convinto che gli avversari più forti si dopavano e di «essere preso per il cul*». L’altoatesino ha rimarcato di non aver più pensato agli allenamenti ma solo al doping e di aver lottato contro la depressione: «Nel momento post Pechino sono stato sempre alla ricerca delle sensazioni che non sentivo più. Cambiai allenatore, posti in cui mi allenavo, ma non ero mai soddisfatto di quello che facevo. Se a Pechino avessi avuto 33 anni e non 23 mi sarei preso una pausa e avrei cercato di capirmi meglio. È sempre stata una fuga per cercare sensazioni che non trovavo più». Alex Schwazer ha poi commentato così il paragone con Pantani a proposito della seconda positività e delle provette manipolate: «C’è una differenza fondamentale tra me e lui. Pantani non ebbe la fortuna di avere una famiglia attorno a sé. Non parlo dei genitori, perché a 34 anni i riferimenti affettivi sono altri. Pochi mesi dopo mia moglie mi disse di essere incinta. Io lì mi sono salvato. Pantani non vivendo qualcosa del genere si lasciò andare. Se ti vedi solo come sportivo non ne esci. Devi trovare nuove motivazioni nel tuo privato».



© RIPRODUZIONE RISERVATA