Alex Zanardi, la famiglia: “Non perdiamo la speranza”/ Un anno fa l’incidente

- Davide Giancristofaro Alberti

E’ passato quasi esattamente un anno dall’incidente in handbike di Alex Zanardi: accadeva il 18 giugno del 2020, da allora il pilota non si è praticamente più ripreso

Zanardi
Alex Zanardi (Foto LaPresse)

E’ passato praticamente un anno dal terribile incidente di Alex Zanardi in handbike. Era il 19 giugno del 2020 e l’ex campione di Formula 1 finiva contro un camion, entrando in cima. La moglie Daniele Manni e il figlio Niccolò, sono sempre stati a fianco del campionissimo in questi dodici mesi, e ancora oggi sono convinti di poter vincere questa nuova battaglia: “Noi la speranza non l’abbiamo mai persa, nemmeno ora – raccontano, come riferisce l’Adnkronos – la sua fibra è sempre la stessa, quella di uomo che non si è mai arreso di fronte a niente”.

Dopo una decina di interventi chirurgici Alex Zanardi si trova ricoverato presso l’Unità Spinale e Unità Gravi Cerebrolesioni dell’ospedale San Bortolo di Vicenza. 5 ospedali cambiati e piccoli progressi, con l’ex pilota di Formula 1 ormai fuori pericolo ma il percorso verso il ritorno alla normalità appare ancora lungo e tortuoso. “Come sta? Non lo sappiamo – sono le parole rilasciate oggi a Repubblica dal figlio dello sportivo, Niccolò – è sempre lì. Nessuna novità, niente di niente. Siamo anche un po’ stressati per questo, non ci sono grandi cambiamenti. Noi non perdiamo le speranze, la fibra è buona”.

ALEX ZANARDI, UN ANNO FA L’INCIDENTE: “LA MOGLIE GLI FA ASCOLTARE LE CANZONI CHE AMANO”

Il medico che lo ha operato racconta di una moglie premurosa, faccia ascoltare a Zanardi le canzoni a lui preferite, quelle di Antonello Venditti: “La moglie lo aiuta con le canzoni che amano”. Intanto, di pari passi con la riabilitazione, prosegue l’indagine per accertare eventuali responsabilità.

La procura di Siena ha chiesto l’archiviazione per l’autotrasportatore contro cui il campione bolognese sarebbe andato a sbattere, in quanto non c’è “alcun nesso causale tra la condotta del conducente del tir e la determinazione del sinistro stradale”, e lo stesso camionista avrebbe invaso la corsia di un minimo di centimetri. La famiglia di Zanardi si è invece opposta alla richiesta di archiviazione e tramite il suo avvocato ha chiesto la riapertura delle indagini.



© RIPRODUZIONE RISERVATA