Ali di pollo positive al coronavirus in Cina/ Ma Oms: “Non si trasmette col cibo”

- Matteo Fantozzi

Ali di pollo positive al coronavirus: la scoperta in Cina dopo importazione da Brasile. Oms: “Non si trasmette col cibo, è sicuro”

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Coronavirus nelle ali di pollo congelate

Dalla Cina arriva un altro allarme legato al Coronavirus, con delle tracce nelle ali di pollo congelate e importate dal Brasile. La denuncia in questione è arrivata dalle autorità di Shenzhen città del sud in cui sono stati effettuati dei test mirati nell’ambito del consueto screening sul cibo importato. Tutte le persone che sono entrate a contatto con il cibo contaminato, o con i prodotti alimentari conservati al fianco di questo, sono state sottoposte a tampone che per ora ha avuto risultati sempre e solo negativi. Permane però la paura di creare nuovi focolai da Covid-19 anche perché non è la prima segnalazione visto che di recente era arrivato allarme da Wuhu per dei gamberetti importati dall’Ecuador.

Coronavirus in ali di pollo congelate, Oms “Cibo sicuro”

La notizia delle tracce di Coronavirus nelle ali di pollo congelate riapre le voci sulla possibile trasmissione dello stesso tramite il cibo. Al momento rimane poco chiara la situazione, ma come si può leggere sul portale della Regione Piemonte “Non vi sono dati sull’effettivo tempo di sopravvivenza del virus sugli alimenti. È probabile però che sia limitato e che occorra ricordare che non vi sono delle evidenze che il Coronavirus possa infettare l’uomo con l’ingestione di alimenti. Lavaggio e cottura però distruggono facilmente il virus”. Va quindi specificato che la prudenza non è mai troppo e che dunque sarebbe sempre meglio controllare il cibo ingerito attraverso atti che dovrebbero essere di normale igiene. L’Oms intanto tranquilla: “Dal punto di vista del coronavirus, il cibo è sicuro. Non c’è nessuna prova che la catena alimentare partecipi alla trasmissione del virus. Ci sono tanti altri motivi per cui la nostra catena alimentare deve essere controllata e deve essere sicura, ma dal punto di vista del coronavirus le persone non devono avere paura del cibo, delle confezioni o della consegna”, ha dichiarato Mike Ryan, direttore del programma emergenze dell’Organizzazione mondiale della sanità.

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