ALLARMISMO VARIANTE DELTA/ Sirchia: discoteche e movida, come proteggere l’autunno

- int. Girolamo Sirchia

Il Regno Unito dichiara finita la guerra al Covid togliendo ogni restrizione, ma ci si domanda se sia l’atteggiamento giusto in questo momento

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Boris Johnson (LaPresse, 2021)

Mentre il Regno Unito, alle prese con una allarmante crescita dei contagi dovuta alla variante Delta, dal prossimo 19 luglio riaprirà ogni attività, in Italia da parte delle nostre autorità si assiste a un allarmismo diffuso. Eppure, come ha detto lo stesso Ministro della salute Speranza, “le persone attualmente in terapia intensiva sono il 90% in meno rispetto a un anno fa mentre quelle ricoverate sono il 95% in meno”. Anche i decessi sono in decrescita in modo vistoso, in Italia 26 in più, in Spagna 13, nello stesso Regno Unito sei. Questo perché la variante Delta, pur essendo molto contagiosa, non è letale come era il Covid di poco tempo fa.

Secondo l’ex ministro della salute Gerolamo Sirchia, “la campagna di vaccinazione sta ottenendo ottimi risultati, un autentico miracolo della scienza, ma il virus continua a esistere e come tutti i virus si modifica per cercare di sopravvivere. Ci sono nel nostro paese ancora sacche di non vaccinati che possono causare focolai e diffusione del contagio, per questo bisogna procedere con la massima prudenza”. Non allarmismo, ma sbagliato pensare che tutto sia finito e pretendere di abbandonare ogni misura di sicurezza.

Siamo in un momento tipicamente di transizione. Da una parte i vaccini hanno ottenuto risultati ottimi, dall’altra le varianti del virus nascono e tornano a contagiare, chi abbandona ogni chiusura e chi invece insiste su una linea dura. Quale secondo lei l’approccio giusto da tenere in questo momento?

Quello che lei ha dipinto è il quadro attuale odierno. Abbiamo avuto il grande successo della vaccinazione che è riuscita a fermare anche il grande insuccesso della impreparazione e evitare una tragedia ancora maggiore. 130mila e passa morti sono una cosa gravissima, poteva essere peggio, ma grazie a questi vaccini la cosa è stata contenuta in modo grave ma non drammatico.

Quindi si può stare tranquilli, almeno rispetto a qualche mese fa?

Abbiamo assistito a un miracolo della scienza, al mondo non è mai esistita la possibilità di creare un antidoto così potente in così poco tempo e su grandi numeri. E’ ovvio però che come tutti i virus anche questo cerca di difendersi da queste armi che lo contrastano, lo fa con milioni e milioni di copie che si producono nelle cellule, ci sono mutazioni che riescono a sfuggire oppure vivono di più. Questo lo sappiamo e sappiamo che le varianti sono la realtà quotidiana di tutti i virus.

L’immunità di gregge però non si riesce a raggiungere e le percentuali di chi ha poca fiducia nei vaccini non sono basse, questo cosa ci dice?

Abbiamo avuto delle sacche di disorganizzazione un po’ perché mancavano i vaccini un po’ perché la comunicazione degli organi preposti è stata disastrosa, un po’ perché c’è chi ancora lo rifiuta, non tutti gli anziani sono stati vaccinati. Un coacervo di cose che ha fatto sì che la pandemia si protrae nel tempo. Approfittando di queste lacune è chiaro che le varianti prosperano. Nel nostro paese abbiamo ancora dei varchi dove il virus può entrare e può dare dei focolai. Dal mio punto di vista la prudenza è fondamentale, chiunque abbia un po’ di senso non può dire che la prudenza è troppa, ma questa prudenza collide con degli interessi.

Economici, personali?

Essenzialmente il turismo e le discoteche. Queste sacche sono abbastanza limitate, un sacco di cose funzionano, sono state riaperte, rimangono solo le discoteche e il calcio. Purtroppo non puoi coprire tutti gli interessi di tutti.

Quindi?

Trovi il modo di venire incontro alle varie esigenze: alle discoteche dai dei sussidi e restano chiuse ancora un po’, per le movide vanno contingentati gli accessi. Vanno responsabilizzati i gestori, cosa che spesso e volentieri rifiutano, perché dicono che non sono sceriffi. Ma hanno dei doveri e questi doveri devono essere assicurati.

Però vediamo un paese come il Regno Unito che riapre tutto.

Boris Johnson è un personaggio inaffidabile, lo abbiamo visto all’inizio quando diceva che il Covid è un banale virus influenzale poi si è ammalato e ha detto che è una cosa seria. Gli stessi esponenti della sanità del suo paese lo criticano, riaprire tutto quando i focolai stanno crescendo vuol dire essere un irresponsabile, rischi di fare una seconda brutta figura che però fai sulla pelle dei suoi cittadini.

Uno scenario da qui a ottobre come lo immagina?

C’è il rischio che in autunno la cosa possa peggiorare. La speranza di tutti è che sia finita ma non lo è. Bisogna essere prudenti, è un errore smettere di usare la mascherina, bisogna usare  il più possibile le difese, l’assembramento è la cosa più pericolosa. Il virus è un killer, inutile scherzarci sopra.



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