Liguria, allerta meteo arancione/ Maltempo, tregua finita: tornano vento e temporali

- Niccolò Magnani

Allerta meteo arancione in Liguria: rischio frane e alluvioni. Maltempo, allarme “giallo” in Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte: previsioni oggi

Allerta maltempo
Immagini di repertorio (laPresse, 2019)

Tregua finita: dopo la “pausa” delle ultime ore, una nuova allerta meteo è stata lanciata su tutta la Liguria e che dalle ore 21 sarà di livello “giallo” su centro e ponente, mentre di livello “arancione” a partire dalla mezzanotte di oggi e praticamente su tutta la regione. È questo quanto si desume dall’ultimo bollettino meteo diramato dall’Arpal e che annuncia una ondata di maltempo caratterizzata non solo da piogge e vento ma anche da preoccupanti precipitazioni a carattere temporalesco che porteranno, seppure a macchia di leopardo, alla chiusura di alcuni istituti scolastici nella giornata di domani. Se a Genova gli istituti di solito restano sempre chiusi quando c’è una allerta “rossa”, nel caso di livello “arancione” la decisione varia a seconda dei municipi quindi è facile che domani non tutti gli istituti aderiranno. Al momento è già disponibile un provvisorio elenco delle scuole, anche se in continuo aggiornamento, e che riguarda tutte le province, da quella di Genova a Savona. Per quanto riguarda invece le previsioni per domani, pare che il fronte temporalesco di cui sopra attraverserà la Liguria nell’arco di circa dodici ore e sarà seguito da “una fase di occlusione con instabilità post-frontale”, mentre non è da escludere la possibilità che si possano originare in mare dei fenomeni forti che arrivino a interessare pure la terra ferma. (agg. di R. G. Flore)

LIGURIA, ALLERTA METEO ARANCIONE

Torna l’allerta meteo arancione su tutta la Liguria: secondo quanto emanato poco fa dall’Arpal, la nuova ondata di maltempo si abbatterà su Ponente e Levante dalla mezzanotte di oggi fino alle ore 15 di domani. Entrando nel dettaglio dell’allarme lanciato dalla Regione Liguria, sul Ponente regionale (fino a Noli) la zona A presenta allerta meteo arancione fino alle 15 di domani, giovedì 24 ottobre, poi gialla fino a mezzanotte. Centro da Noli a Portofino ed entroterra di ponente dalla val Bormida alla valle Stura (zone B-D), allerta gialla dalle 21 a mezzanotte di oggi, mercoledì 23 ottobre, poi arancione fino alle 18 di domani, giovedì 24 ottobre, poi gialla fino a mezzanotte. Sul Levante invece il maltempo vede come previsioni una forte criticità (allerta arancione) dalla mezzanotte di oggi, mercoledì 23 ottobre, fino alle 18 di domani, giovedì 24 ottobre, poi gialla fino a mezzanotte. Nel bollettino emanato di Arpal si spiega nel dettaglio «Il maltempo che arriverà sulla nostra regione ha origine da una struttura depressionaria presente sul Mediterraneo Occidentale, che rinvigorisce il flusso dai quadranti meridionali sulla Liguria. Si prevede un tipico passaggio frontale con precipitazioni diffuse anche a carattere temporalesco forte, che attraverserà tutta la Liguria in circa dodici ore, seguito da una fase di occlusione con instabilità post-frontale». Dunque rischio frane, smottamenti e alluvioni tornano a preoccupare e non poco i cittadini della Liguria e del vicino Piemonte, già colpiti pesantemente nei giorni scorsi.

MALTEMPO, LE PREVISIONI DI OGGI

Dopo tre giorni di estrema emergenza per il maltempo, l’allerta meteo diramata questa mattina dalla Protezione Civile riguarda “solo” una criticità “gialla” su Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte con alcuni strascichi anche in Sardegna e alcune aree del Trentino Alto Adige, specialmente nella provincia di Bolzano. Nel bollettino diramato questa mattina si legge “ordinaria criticità per rischio idraulico”, il che certifica l’allerta meteo “gialla”, per la pianura e bassa collina dell’Emilia Romagna; per laghi, prealpini di Varese, Como e Prelpi occidentali in Lombardia; per Belbo, Bormida, Scrivia e Toce in Piemonte, lasciando per fortuna “libera” l’area devastata negli ultimi due giorni tra Alessandria e il Verbano-Cusio-Ossola. Due morti è il bilancio tremendo di questa ultima ondata di maltempo cominciata sabato scorso e terminata nella sua fase di allerta “rossa” questa notte: ci sarà un nuovo peggioramento al Nord nelle prossime ore ma non dovrebbe, secondo le previsioni meteo, portare i livelli di alta emergenza patiti nelle ultime 56 ore.

ALLERTA METEO, GLI STRASCICHI DEI GIORNI SCORSI

Mentre il Centro-Sud ringrazia questo folle ottobre con una impennata di caldo eccezionale per l’autunno, il Nord-Ovest paga i danni tra Liguria, Lombardia e Piemonte di una tremenda ondata di maltempo. L’allerta gialla di oggi fa esultare, per capire il livello di quanto patito in questi giorni: prima le frane e allagamenti tra Genova e il Levante ligure, poi lo spostamento nell’Alessandrino dove ieri un tassista è annegato nell’auto travolta dall’acqua, mentre a Torino un anziano è morto dopo aver perso il controllo della vettura sotto il violento nubifragio abbattutosi sul capoluogo. Male anche in Lombardia con ingenti danni tra Milano, colpita lunedì mattina da una “bomba d’acqua” tra le più violente degli ultimi 10 anni. Ieri sera il Presidente del Piemonte Cirio è intervenuto per la conta dei danni e per commentare il dramma delle vittime: «Piange il cuore, non possiamo lasciare soli sindaci e privati, abbiamo bisogno che lo Stato ci sia». Dello stesso tenore sono le parole del Capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, in una intervista questa mattina al Quotidiano.net: «Certe norme impediscono la manutenzione del territorio. Nella riunione con i sindaci è emersa questa istanza, l’esigenza di garantire ad esempio la pulizia degli alvei dei fiumi. Non si riesce a fare perché ci sono vincoli, anche ambientali. Così non si può intervenire per tagliare gli alberi. Si rischia il penale». La ricetta di Borrelli è tanto semplice quanto finora difficile da attuare nella politica: «Bisogna semplificare, consentire agli amministratori di poter intervenire, per pulire i fiumi e portare via la ghiaia se è d’intralcio. Con un trattamento che dev’essere previsto nelle norme ambientali. Non si deve arrivare a un’ordinanza di protezione civile, con deroghe».

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