Allevamenti intensivi, allarme funghi e batteri/ Carne e antibiotici, quali rischi?

- Alessandro Nidi

Allevamenti intensivi, antibiotici nella carne, batteri e funghi resistenti: questioni sempre più discusse, in Italia e non solo

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Pollo (foto: Pixabay)

Allevamenti intensivi, utilizzo di antibiotici e gli attacchi da parte di batteri e virus agli animali: questi sono stati i temi al centro del dibattito andato in scena a “Cartabianca”, trasmissione di Rai Tre condotta da Bianca Berlinguer, nella serata di martedì 15 giugno 2021. Il programma ha mostrato un servizio, realizzato con l’associazione Animal Equality, nel quale sono state mostrate immagini a dir poco raccapriccianti, provenienti dalla Pianura Padana, che testimoniavano un’infestazione di scarafaggi gravissima all’interno di un allevamento suino, con la presenza di blatte portatrici di malattie e ingerite dai maiali.

Inoltre, per i suini a disposizione c’è pochissimo spazio per deambulare e sono costretti in meno di un metro quadro di spazio vitale. Insomma, vivono tra i loro stessi escrementi e la situazione non migliora spostandosi in un allevamento intensivo di polli broiler da carne, quasi pronti per la macellazione. Essi, dal peso di 60 grammi alla nascita, raggiungono i tre chilogrammi e mezzo in 45 giorni, per essere successivamente spediti al macello. Inevitabili, per loro, le conseguenze sulla struttura ossea e sulla struttura cardiaca, con il cuore che finisce per cedere e dare vita a casi di morte improvvisa.

ALLEVAMENTI INTENSIVI, SCORDAMAGLIA: “CHI NON RISPETTA LE REGOLE VIENE SANZIONATO IN ITALIA”

Sulla questione allevamenti intensivi è intervenuto Luigi Scordamaglia, presidente di Assocarni, il quale ha dichiarato che chi oggi in Italia non rispetta le regole è sanzionato con norme severe, che rientrano tra le più dure d’Europa. Non bisogna però scordare che nel nostro Paese “200mila allevatori, grazie al rispetto degli animali, fanno il prodotto più buono del mondo. Non è giusto penalizzare coloro che fanno eccellenza rispettando le regole”. Ha preso quindi la parola il geologo Mario Tozzi, che ha ricordato come l’essere umano non derivi da un genere di prede, bensì di predatori. “Abbiamo registrato numerose ricerche sui danni prodotti dal consumo di carne rossa grassa, ma non scordiamoci che un chilogrammo di quella carne ha sempre dietro qualche litro di petrolio. Certo, le immagini che abbiamo visto sono forti, ma se tu vedi un hamburger fatto e finito, come fai a pensare che esso venga da un animale vivente? Il problema sta nella decostruzione della carne, che viene mostrata come se fosse un pezzo di plastica, di legno”.

ALLEVAMENTI INTENSIVI, BASSETTI: “ATTENZIONE AGLI ANTIBIOTICI”

A “Cartabianca” la questione allevamenti intensivi ha coinvolto anche il professor Matteo Bassetti, infettivologo dell’ospedale San Martino di Genova, il quale ha ricordato come si faccia spesso uso di antibiotici negli allevamenti intensivi e nelle fattorie dei pesci, dove vengono sversate in mare tonnellate di antibiotici, favorendo la proliferazione dei batteri. “Gli allevamenti che abbiamo visto hanno il problema dell’utilizzo di antibiotici. Va detto che, se non si utilizzassero del tutto, gli animali morirebbero rapidamente per infezioni. A livello europeo ci vuole un atto che dica che si devono usare molto poco, perché poi quegli animali finiscono sulla nostra tavola. I batteri resistenti agli antibiotici vengono dagli allevamenti”. Scordamaglia ha concluso con un dato: in Italia l’uso degli antibiotici negli allevamenti negli ultimi anni è diminuito del 40% e un eventuale smantellamento della produzione di carne nel nostro Paese non farebbe altro che incrementare l’arrivo di carne non controllata da altre nazioni.

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