Allontanamento sociale sconfigge Coronavirus?/ Efficace in 13 settimane se…

- Alessandro Nidi

L’allontanamento sociale sconfigge il Coronavirus? Uno studio australiano rivela che le misure di distanziamento sortiscono gli effetti sperati soltanto a determinate condizioni

coronavirus militari usa
Coronavirus al microscopio, elaborazione grafica (Web, 2020)
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Proseguono in tutto l’orbe terracqueo gli studi sul Covid-19 e sulle misure utili per rallentarne la diffusione, sino ad azzerarla del tutto: uno studio effettuato dalla facoltà di Ingegneria dell’Università di Sydney, in Australia, rivela che l’allontanamento sociale potrebbe sconfiggere il Coronavirus, ma a precise condizioni. Serve innanzitutto che tali disposizioni restrittive siano osservate rigidamente da almeno l’80% della popolazione, affinché l’epidemia possa essere frenata nel giro di sole 13 settimane. Coordinato dall’accademico della Complex Systems ed esperto di modellazione della pandemia, il professor Mikhail Prokopenko, lo studio ha anche rivelato che l’allontanamento sociale sarebbe una misura improduttiva se adottata da meno del 70% della popolazione. “Se vogliamo controllare la diffusione del virus ed evitare che la malattia ci controlli, almeno l’ottanta per cento della popolazione australiana deve rispettare rigorose misure di allontanamento sociale per almeno quattro mesi, ha dichiarato il professor Prokopenko.

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ALLONTANAMENTO SOCIALE SCONFIGGE CORONAVIRUS? “SERVONO MISURE SEVERE SIN DALL’INIZIO”

La ricerca australiana ha anche rilevato che per ogni giorno di ritardo nell’adozione di misure di allontanamento sociale più severe, la società avrebbe bisogno di sopportare diversi giorni in più di restrizioni. “Ci sono buone ragioni per imporre misure severe fin dall’inizio. Più a lungo ritardiamo il picco, più tempo il nostro sistema sanitario dovrà convivere con il Coronavirus, accedendo a più risorse come letti di terapia intensiva, ventilatori polmonari, farmaci antivirali e operatori sanitari addestrati”, ha dichiarato il professor Prokopenko. Le interazioni provocano la trasmissione della malattia da individui infettivi a soggetti sensibili: dati i tassi di contatto e di trasmissione, la simulazione eseguita dagli studiosi di Sydney calcola e aggiorna gli stati degli agenti nel tempo, partendo dalle infezioni iniziali, seminate negli aeroporti internazionali. “In questo scenario – conclude Prokopenko – qualsiasi persona in una famiglia può uscire una volta ogni cinque giorni, oppure, un membro per famiglia di cinque persone può uscire ogni giorno, ma gli altri quattro devono rimanere a casa tutto il tempo”.

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