Amal fa causa all’Isis: George Clooney teme ritorsioni/ “Ho paura per i nostri figli”

- Silvana Palazzo

Amal Alamuddin fa causa all’Isis e il marito George Clooney teme ritorsioni. In un’intervista all’Hollywood Reporter ha confessato: “Ho paura per i nostri figli”

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George Clooney e Amal Alamuddin

Amal Alamuddin porta l’Isis in tribunale e il marito George Clooney si preoccupa per i figli. Il timore dell’attore è infatti di ritorsioni. Il caso di cui si sta occupando Amal è la causa intentata in Francia contro Lafarge, un colosso francese del cemento che avrebbe pagato i militanti dell’Isis per tenere attivo un impianto nel nord della Siria. L’accusa per la società è quella di complicità nei crimini dell’Isis. In particolare, Amal Clooney assiste un gruppo di donne yazide che si sono costituite parte civile nel processo chiedendo un risarcimento. Erano state rapite dall’Isis e trasformate in schiave sessuali per i miliziani. Ora George Clooney ha paura che lui e la sua famiglia siano in pericolo. Il divo di Hollywood in un’intervista si è detto preoccupato in particolare modo per la sicurezza dei figli, i gemelli Alexander ed Ella, di quasi due anni. «Non vogliamo che i nostri figli siano dei bersagli, quindi dobbiamo prestare attenzione», ha spiegato l’attore.

AMAL PORTA L’ISIS IN TRIBUNALE E GEORGE CLOONEY TEME RITORSIONI

A parlare della causa di Amal Alamuddin è proprio George Clooney. «Mia moglie sta portando il primo caso contro l’Isis in tribunale, quindi abbiamo un sacco di problemi», ha dichiarato al The Hollywood Reporter. L’attore parla di «problemi di sicurezza reali, che dobbiamo affrontare quotidianamente». La moglie a novembre, proprio quando è stata intentata la causa, aveva spiegato che questo processo è «un’opportunità per stabilire che l’Isis, e tutti coloro che l’assistono, sarà considerato responsabile dei crimini commessi, e che alle vittime sarà riconosciuto un giusto risarcimento». Amal Clooney, inoltre, è anche impegnata in un altro processo contro l’Isis, in questo caso in Germania, dove alla sbarre c’è una 27enne tedesca che si era unita all’Isis in Siria. La donna è accusata di non aver fatto nulla per salvare una bimba, usata come schiava, che il marito aveva lasciato morire di sete.



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