CRISANTI “VARIANTE DELTA PREOCCUPA”/ Rezza “Focolai in Italia, sintomi sono diversi”

- Carmine Massimo Balsamo

Il microbiologo Andrea Crisanti: “Variante Delta preoccupa”. L’allarme è scattato al ministero della Salute. Rezza: “Ci sono focolai in Italia, i sintomi sono cambiati”. Ecco quali sono

andrea crisanti
(Accordi e disaccordi)

La variante Delta preoccupa, non solo il microbiologo Andrea Crisanti. Il campanello d’allarme è già suonato al Ministero della Salute. Lo dimostrano le parole di Giovanni Rezza nella conferenza stampa sul monitoraggio. «Abbiamo già diversi focolai per la variante indiana, così come in tutta Europa. Quando una variante corre veloce è inevitabile che rimpiazzi quella presente». Dunque, la sensazione è che la variante Delta possa diventare dominante anche in Italia. «Ciò che si può tentare di fare è ritardare l’ingresso del virus». Rezza ha poi parlato dei sintomi: «Sono diversi, stando a quanto emerso dai primi report. Lo segnalano già gli americani, così come gli inglesi. Non è ancora ufficiale, sono segnalazioni fatte, ma sembra dare sintomi a carico dell’apparato respiratorio superiore».

E li cita nello specifico: «Raffreddore, mal di gola, mal di testa, febbre, tosse è solo quinta nella scala sintomatologica. Raramente da anosmia. Non si sa se in termini di ospedalizzazione comporti un rischio maggiore. Questo spiegherebbe anche la contagiosità maggiore». Ne ha parlato anche Silvio Brusaferro, presidente Iss: «Segnalati in Italia focolai varianti, anche da variante Delta che possono eludere vaccini. Devono essere monitorati con attenzione. Individuazione, tracciamento e vaccinazione sono elementi che consentono di affrontare situazione epidemica». (agg. di Silvana Palazzo)

ANDREA CRISANTI: “VACCINI? COMUNICAZIONE DISASTROSA”

«Se arrivano i vaccini Pfizer e Moderna non credo che la campagna vaccinale sia messa in pericolo dal punto di vista organizzativo. E’ stato un dato colpo importante alla fiducia dei cittadini nei vaccini, è il risultato di una campagna di comunicazione disastrosa fin dall’inizio»: così Andrea Crisanti ai microfoni di Accordi e disaccordi. Il microbiologo, parlando di vaccini, si è poi soffermato su Astrazeneca: «Per me gli Open Day con Astrazeneca non dovevano essere fatti. Il Cts e l’Aifa si erano espressi chiaramente, le alternative c’erano e Astrazeneca non doveva essere utilizzato. Adesso ci troviamo in questo pasticcio con Astrazeneca che non deve essere utilizzato per la seconda dose, ma questo rimane un vaccino sicuro ed efficace. In alcuni casi crea delle complicazioni, per quei particolari è giusto che venga data un’alternativa».

ANDREA CRISANTI: “VARIANTE DELTA PREOCCUPA”

Andrea Crisanti ha poi fatto scattare l’allarme a proposito della variante Delta: «Penso che ci debba preoccupare per due ragioni fondamentalmente: primo perché ha una capacità di trasmissione molto elevata, poi per il fatto molto acclarato che il vaccino Astrazeneca in dose singola non protegge dall’infezione. Chi ha fatto il vaccino è leggermente più protetto, si infettano ma non vanno in ospedale. I dati inglesi non dicono che Astrazeneca non protegge e gli altri proteggono, ma in Inghilterra hanno vaccinato tutti quanti con Astrazeneca e chiaramente i dati sono influenzati dal campione. Non sappiamo se la variante Delta sia in grado di infettare chi ha fatto una sola dose di Pfizer o Moderna». Andrea Crisanti ha poi aggiunto poco dopo: «La variante delta ci fa capire che la capacità del virus di adattarsi e di generare nuove mutazioni non è finita. Il futuro si gioca su due aspetti: la durata della protezione indotta dal vaccino e la protezione dalle varianti. Questo si fa sequenziando tutti i casi possibili. L’Italia però ha un approccio amatoriale, non in linea con Paesi come Germania, Inghilterra e Usa. Poi bisogna proteggerci dal rientro nel Paese delle varianti, non si fa quarantena per chi viene da Paesi a rischio». Andrea Crisanti ha poi commentato il dibattito sulla mascherina: «Io penso che eliminare la mascherina all’aperto dipende dal numero di vaccinati e dall’incidenza dei contagi. Il numero dei vaccinati procede, con il 60-70% di vaccinati si abbatte l’Rt. Vaccinati e mascherina agiscono sull’indice di trasmissione: con un numero sufficiente di vaccinati non sarà più necessario mettersi la mascherina all’aperto».

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