ANDREA PARODI DEI TAZENDA, COM’É MORTO?/ “Ha voluto cantare fino all’ultimo respiro”

- Hedda Hopper

Andrea Parodi, Tazenda, come è morto? Tumore allo stomaco e poi al fegato, ma prima di morire tornò sul palco. Ecco tutti i dettagli

andrea parodi tazenda
(Oggi è un altro giorno)

Nel corso della lunga intervista rilasciata a Oggi è un altro giorno, i Tazenda hanno voluto ricordare Andrea Parodi, ex componente della band scomparso quindici anni fa per un brutto male: «Con Andrea siamo cresciuti insieme, non solo artisticamente, siamo diventati adulti insieme, è un po’ come chiedere il ricordo di un fratello. E’ sempre con noi», le parole del frontman del gruppo.

I Tazenda hanno poi ricordato l’ultimo concerto di Andrea Parodi: «Noi eravamo presenti all’ultimo concerto, all’Anfiteatro romano di Cagliari, è stata una grande emozione ma anche una grande sofferenza. Da lì a venti giorni Andrea non c’era più». Poi un doloroso retroscena: «Andrea ha voluto cantare fino all’ultimo, fino all’ultimo respiro. Durante quel concerto per ben due volte si è steso nel lettino del 118, gli davano l’ossigeno per poter continuare a cantare». (Aggiornamento di MB)

Andrea Parodi, com’è morto il cantante dei Tazenda

Andrea Parodi è cantautore e discografico italiano, classe 1955, nato a Porto Torres in Sardegna da padre savonese e madre sarda. Proprio nella sua Sardegna Andrea ha tenuto il suo ultimo concerto, nel 22 settembre quando tenne un concerto all’Anfiteatro romano di Cagliari. Proprio qualche settimana dopo, Andrea Parodi morì, il 17 ottobre 2006 nel Policlinico di Quartu Sant’Elena, ma perché? Il cantante ha combattuto a lungo contro un tumore e, in particolare, proprio nel 2006 gli viene diagnosticato un tumore allo stomaco, giudicato inoperabile dai medici. Purtroppo la situazione peggiora quando il tumore arriva fino al fegato. Nel gennaio dello stesso anno inizia la chemioterapia che per molti mesi.

Valentina Casalena, moglie di Andrea Parodi: “La malattia è stata un dono per lui”

A tempi.it proprio la moglie Valentina Casalena ha rivelato che per suo marito la mattina era un dono e che gli ha dato modo di vivere tutto in modo diverso: “Me lo sono chiesto tante volte: fin dalla diagnosi si è preoccupato per me, non per lui. Ero incinta di tre mesi e avevamo una bambina di un anno e mezzo. C’erano in ballo tante cose, ma con lui era tutto bellissimo”. La donna poi continua spiegando quella che è stata la vita insieme: “Con lui passato, presente e futuro erano una cosa sola: era sempre proiettato in avanti. Anche nella malattia ha avuto qualche momento difficile, però guardava sempre avanti”. Cosa scopriremo oggi di lui a Oggi è un altro giorno?

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