Andreoni “Riaperture? Le pagheremo con i morti/ “Dovevamo aspettare due settimane”

- Silvana Palazzo

Il professor Massimo Andreoni contrario alle riaperture: “Le pagheremo con i morti, dovevamo aspettare altre due settimane”. Anche perché campagna vaccinale procede a rilento…

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Massimo Andreoni a La7

Il professor Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società Italiana di Malattie Infettive e tropicali e primario di Infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma, è contrario alle riaperture decise dal Governo. «Sotto l’aspetto medico ed epidemiologico la mia risposta è no. Non bisogna fare ipocrisia. Questa apertura determinerà qualche morto in più, questo è un dato incontestabile», ha dichiarato a DiMartedì, su La7. Non ha dubbi da questo punto di vista: «Far circolare maggiormente il virus è rischioso, soprattutto in questo momento in cui dovremmo rafforzare la campagna vaccinale. Credo che sia qualcosa di ineluttabile e indiscutibile. Se si devono fare le aperture, le valutazioni sono su altra base. Ma sotto l’aspetto medico sono assolutamente contrario».

Un concetto che il professor Massimo Andreoni ha ribadito questa mattina ai microfoni di Agorà, su Rai2. «È stato definito un rischio. Che sia calcolato ho dei dubbi, perché il calcolo è a posteriori e basta vedere cosa è accaduto in Sardegna».

ANDREONI “RIAPERTURE? DOVEVAMO ASPETTARE”

Secondo il professor Massimo Andreoni il Governo avrebbe dovuto aspettare, se si tiene conto dei dati epidemiologici. Questi «richiedevano, sotto l’aspetto medico, in realtà almeno altre due settimane di attesa per le aperture, che le pagheremo». Ai microfoni di Agorà è stato netto e diretto: «Le pagheremo inevitabilmente: ci sarà un incremento della mortalità. Le vaccinazioni sono ancora poche». Invece sulle riaperture delle scuole ha parlato di situazioni diversificate: «Io mi sono interessato a quella della mia università e ho notato che ci sono condizioni diverse da facoltà a facoltà, tra aule piccole e più grandi. Credo che la cosa sensata sia quella di dare un tetto massimo, del 60%, lasciando alle piccole realtà le decisioni locali, perché le situazioni sono diversificate».

Infine, sulla decisione dell’Ema riguardo i vaccini Johnson & Johnson, indicati agli over 60: « È una precauzione non eccessiva, perché si dà un’ulteriore garanzia alle persone, ma crea un po’ di confusione, soprattutto difficoltà nella vaccinazione, perché dovremmo procedere in maniera molto spedita e permettere a tutti di far qualsiasi vaccino».



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