Angela Costantino, uccisa e fatta sparire/ Tradì marito boss mentre era in carcere

- Emanuela Longo

Il caso di Angela Costantino a Chi l’ha visto: mamma di 4 figli fu uccisa e fatta sparire dalla famiglia del marito boss per averlo tradito mentre era detenuto

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Angela Costantino, Chi l'ha visto

Il caso di Angela Costantino torna centrale nella nuova puntata di Chi l’ha visto, la trasmissione di Rai3 condotta da Federica Sciarelli. Per la prima volta parlerà il figlio della donna che fu fatta sparire nel nulla nel 1994 e della quale non è mai stato rinvenuto il corpo. Aveva 25 anni quando Angela, mamma di 4 figli e moglie del boss della ‘ndrangheta, Pietro Lo Giudice all’epoca detenuto nel carcere di Palmi, fu fatta sparire dalla sua casa di Reggio Calabria il 16 marzo 1994. La verità sulla sua fine è venuta a galla solo 18 anni dopo grazie alle rivelazioni di alcuni pentiti. La donna, come riferisce il portale VittimeMafia.it, fu strangolata in casa e poi il corpo fatto sparire. Il movente della sua ‘condanna a morte’ sarebbe da rintracciare nel tradimento a scapito del marito mentre lui era detenuto. Ad ucciderla sarebbero stati proprio alcuni familiari del boss.

A rendere possibile la verità, come riferì un articolo del 2012 di Repubblica, furono le testimonianze di alcuni pentiti tra cui Maurizio Lo Giudice, fratello del boss Nino, che permisero agli inquirenti di individuare i tre presunti responsabili dell’omicidio di Angela Costantino, arrestati nell’ambito di una operazione contro la ‘ndrangheta. Si trattava di Vincenzo Lo Giudice, fratello di Nino e considerato uno dei capi della cosca, il cognato Bruno Stilo e il nipote Fortunato Pennestrì.

ANGELA COSTANTINO, UCCISA E FATTA SPARIRE DA FAMIGLIA DEL MARITO BOSS

Secondo quanto emerse dalle indagini, Angela Costantino scomparve mentre si stava recando a trovare il marito in carcere a Palmi. Fu uccisa perché avrebbe avuto una relazione extraconiugale poco gradita ai capi della cosca Lo Giudice che quindi vendicarono il marito tradito con la vita della stessa moglie. L’auto di Angela fu trovata due giorni dopo la sua sparizione a Villa San Giovanni. Nel 2015 arrivò la condanna a 30 anni di reclusione a carico dei due uomini considerati gli autori del delitto della donna: Bruno Stilo ed il Fortunato Pennestrì. Una condanna giunta a distanza di quasi 20 anni grazie alle rivelazioni del pentito Maurizio Lo Giudice. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Angela fu sorpresa in casa da Natino Pennestrì, all’epoca 19enne. Le condanne definitive sono arrivate nel giugno 2016: la Cassazione ha confermato la pena a 30 anni di reclusione a carico di Bruno Stilo e Fortunato Pennestrì, ritenuti rispettivamente mandante ed esecutore materiale del delitto. “Il delitto è stato realizzato in attuazione di un programma saldo e predeterminato, avente ad oggetto la punizione della donna fedifraga, che aveva leso l’onorabilità del marito, mentre questi era detenuto, il quale rispetto alla sua onorabilità, era stato tenuto all’oscuro di tutto”, si leggeva nelle motivazioni della sentenza d’Appello resa poi definitiva dalla Cassazione.



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