Angela Lucanto/ Tolta ai genitori “ora parlo io, Bibbiano? Ingiusto!” (Quarto Grado)

- Emanuela Longo

La storia di Angela Lucanto, strappata ai genitori per 10 anni: la giovane donna oggi madre ne parlerà in studio nella puntata di Quarto Grado

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Angela Lucanto a Quarto Grado

La giovane Angela Lucanto, sarà in studio nel corso della prima puntata di Quarto Grado per raccontare la sua emblematica storia che ha ispirato la fiction con Sabrina Ferilli, L’amore strappato. Aveva appena sei anni quando nel 1995, Angela fu allontanata dalla sua famiglia ed il padre accusato e successivamente arrestato con l’accusa di presunti abusi sessuali nei confronti di una cugina 14enne (da cui era partita la segnalazione) e della stessa figlioletta. Un fatto drammatico ma soprattutto non veritiero e che ha contribuito per molti anni a dividere e distruggere un’intera famiglia fino al loro ricongiungimento avvenuto solo molti anni dopo, e l’assoluzione dell’uomo, ritenuto anche in Cassazione estraneo alle accuse iniziali mosse nei suoi confronti. Angela Lucanto poté riabbracciare i suoi genitori naturali solo una volta diventata maggiorenne, dieci anni dopo, in quanto, anche dopo l’assoluzione del padre, la bimba era ormai stata affidata ad una nuova famiglia con la quale però non riuscì mai a sentirsi veramente “a casa”.

ANGELA LUCANTO SUL CASO BIBBIANO

Nel corso della prima puntata stagionale di Chi l’ha visto, il racconto di Angela Lucanto si è inserito con prepotenza nel caso legato alla vicenda di Bibbiano. “Quando io da bambina sono stata portata via pensavo di aver riabbracciato presto la mia famiglia, non dopo 11 anni. Io da quando son tornata a casa ho voluto farmi da parte, vivere la mia vita e riprendermi la mia vita”, ha spiegato la donna, che nel frattempo si è sposata ed ha avuto dei figli. “Ho passato i miei anni in modo tranquillo, ma adesso vedendo quello che sta succedendo (con il caso Bibbiano, ndr) non voglio stare da parte”, ha aggiunto, “voglio farmi sentire e fare quello che posso perchè mi è venuta tanta rabbia, perchè non è giusto. Son troppi casi tutti uguali e non possono essere chiamati errori”, tuona la giovane madre ai microfoni di Chi l’ha visto e che nella metà degli anni Novanta è stata anche lei una delle protagoniste dei casi di malagiustizia.

IL SUO RACCONTO: LA PRESUNTA CONFESSIONE IN UN DISEGNO

Angela Lucanto ripensa oggi a quanto vissuto negli anni passati, quando era appena una bambina. “Io stavo benissimo, ero felice, anche un po’ viziata essendo la femmina più piccola. Ero serena”, rammenta, Tutto però cambia dopo la confessione di una cugina con problemi psichiatrici. Il suo dramma inizia il 24 novembre 1995, quando vennero a prenderla a scuola. “Ero convinta fosse mia madre e anche un po’ stupita. Invece una volta uscita dalla classe mi sono trovati i carabinieri in uniforme e l’assistente sociale”, ha spiegato. Quando entrò in auto, Angela si rese conto che sarebbe successo qualcosa “perchè c’era tensione nelle persone”. Quindi si mise a piangere e l’assistente sociale le disse di smetterla perchè così avrebbe potuto rivedere la madre, “e invece mi portò in orfanotrofio”. Angela ricorda anche l’incontro di qualche giorno prima con la psicologa quando le chiese di disegnare qualcosa: “Io disegnai mio papà e mia mamma con mio fratello, disegni normali. Dopo un po’ in modo scocciato mi disse che dovevo disegnare un fantasma, ed io lo disegnai. Quel disegno per loro fu quasi come una confessione perchè vedere quel disegno era come un simbolo fallico”. Secondo un consulente la dottoressa aveva addirittura modificato quel disegno aggiungendo dei dettagli ma per la procura milanese fu la prova che Angela fu abusata.

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