ANNA MAZZAMAURO/ “Vita difficile? Gli attori non possono averla semplice” (Verissimo)

- Rossella Pastore

Anna Mazzamauro ospite a Verissimo: l’attrice della signorina Silvani tornerà a esibirsi questa estate in uno spettacolo da lei scritto e diretto.

Anna Mazzamauro
L’attrice Anna Mazzamauro

Anna Mazzamauro è l’ultima protagonista di questo nuovo appuntamento con Verissimo. Silvia Toffanin esordisce raccontando che l’attrice ha un vissuto molto difficile anche nel privato, ma la Mazzamauro non si dice colpita da questo: “Gli attori non devono avere una vita semplice, – tiene infatti a chiarire, per poi motivare il perché di questa dichiarazione – se fosse così sarebbe molto squallido. La mattina bisogna uscire col coltello in bocca, ovviamente immaginario, ma attraverso il quale puoi ammazzare chi vuole ammazzare te.” L’attrice ha una figlia, Guendalina, e di lei racconta: “Io volevo una bambina e fu un’opera ad ispirarmi il nome Guendalina. Tutte le madri che fanno questo lavoro credo che abbiano un senso leggero non di rimorso ma di disagio e pensano di non aver dato abbastanza amore ai loro figli, anche per me è così. Oggi lei è molto polemica nei miei confronti, sono diventata io la bambina”. (Aggiornamento di Anna Montesano)

Anna Mazzamauro a Verissimo

C’è anche Anna Mazzamauro, tra gli ospiti della nuova puntata di Verissimo, il talk show condotto da Silvia Toffanin in onda ogni sabato pomeriggio su Canale 5 a partire dalle 15.30. L’attrice romana, divenuta celebre grazie al ruolo della signorina Silvani nella serie di film sul ragionier Fantozzi, ha avuto in realtà una vita e una carriera molto ricca sotto tutti i punti di vista. Oltre ad aver prestato il volto al personaggio grottesco dell’impiegata ‘vamp’, infatti, ha saputo distinguersi anche in numerosi film drammatici, pur rimanendo legata – quantomeno nell’immaginario collettivo – a quella figura comica così ben caratterizzata che sembrava quasi una parte cucita ‘su misura’ per lei.

Nell’ambito della sua partecipazione alla saga fantozziana, Anna ha ricevuto ben due nomination ai Nastri d’argento come miglior attrice non protagonista per Fantozzi, nel 1976, e per Fantozzi in paradiso, nel 1994. In tempi più recenti, durante le riprese del film Poveri ma ricchi, Anna ha subito un’aggressione da parte di un altro attore dopo essersi involontariamente sovrapposta alla sua battuta. Quest’ultimo l’ha strattonata e picchiata su un orecchio, lesionandole il menisco in modo permanente, motivo per cui l’attrice è costretta a indossare il bite.

La Silvani di Anna Mazzamauro

Tra i progetti futuri di Anna Mazzamauro c’è la partecipazione, in estate, al 55° Festival Teatrale di Borgio Verezzi (Savona), dove porterà in scena in prima nazionale lo spettacolo Com’è ancora umano lei, caro Fantozzi, scritto e diretto da lei stessa. In quell’occasione, Anna sarà accompagnata al pianoforte e alla chitarra dal poliedrico Sasà Calabrese. “Mi sono sempre chiesta legittimamente che nome avesse la signorina Silvani, alla quale Paolo Villaggio ha regalato eternità e che io, da tramite riconoscente e in debito, ho contribuito a mantenere”, spiega la Mazzamauro a Ivg.it. “Ho provato un elenco di nomi tra i più vintage, quali Alma, Ada, Ludmilla, Cunegonda, Tecla, Moira, Iris, Ersilia, Genoveffa, Miranda e Dorotea, ma se provate a mettere dopo ognuno di loro il cognome della Silvani non vi apparirà quell’immagine”.

Anna Mazzamauro: “Nel mio spettacolo racconto Paolo Villaggio e Ugo Fantozzi”

Nella stessa intervista rilasciata 4 giorni fa, Anna Mazzamauro rivendica il suo legame con il personaggio: “Poiché quella signorina mi appartiene di diritto e i personaggi non nascono casualmente ma raccontano, nascondendoli con l’ironia, i nostri segni, i nostri umori, le nostre inclinazioni, il nostro animo, allora la Silvani sono io! Adesso provate a chiamare la Silvani con il mio nome: Anna Silvani. È perfetto!”. A partire da questo annuncio-rivelazione, la Mazzamauro invita tutti a seguirla nella sua esibizione: “Come Anna Silvani soltanto io posso, con il mio nome e il suo cognome, raccontare Paolo (Villaggio, n.d.r.) raccontando Ugo. Leggeremo insieme il nostro incontro, il suo primo film, il mio divertente impatto con il cinema e via via vent’anni della nostra vita professionale a puntate, vent’anni di solitudine della Silvani che non aveva capito che Fantozzi fosse stato l’unico uomo ad averla veramente amata”.



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