S. Messa Don Giussani: diretta video Duomo Milano/ Omelia Delpini: “un dono di Dio”

- Niccolò Magnani

Santa Messa per il 16esimo anniversario della morte di Don Luigi Giussani: diretta video streaming e tv oggi dal Duomo di Milano, celebra Mons. Delpini. L’omelia

Duomo, Delpini
Santa Messa Duomo di Milano, l'arcivescovo Mons. Mario Delpini (LaPresse, 2021)

«Alla gente che si è fermata, Dio dice “parti”; alla gente che trattiene le proprie ricchezze per paura, Dio dice “fidati”; alla gente che trova rassicuranti i confini, Dio dice “esci”. C’è una resistenza e oscura angoscia a sporgersi verso il futuro e c’è la tentazione di trovare sollievo nell’assestarsi nel presente»; invece del tempo lo spazio, invece della via da percorrere, la terra da possedere, invece dell’essere cammino, l’illusione di essere arrivato, di tutto questo discute Mons. Delpini nell’omelia della Santa Messa per Don Giussani. «Non si è nel giusto se si ripetono quello che tutti dicono; il rischio del possesso insidia la libertà dell’amore, la persona così diventa oggetto da desiderare come rimprovera il Vangelo di Gesù»;

serve ringraziare per il dono dell’affetto concesso da Cristo, sottolinea ancora l’Arcivescovo di Milano guardando alle letture dell’Eucaristia odierna: «siamo persone libere che non possono sottrarsi alla responsabilità di scegliere il futuro, di abitare il tempo come la condizione per rispondere al Signore che chiama oltre ad andare avanti». Delpini valuta come centrale il tempo, in quanto “superiore allo spazio” (citando Papa Francesco): «viviamo la nostra vita in Quaresima secondo la spiritualità del pellegrino, del viandante che non occupa uno spazio ma è in cammino costante». Occorre essere “ospiti e pellegrini” piuttosto che “padroni o signori”: tutto ciò qualifica l’uomo come davvero libero, «la vita non dipende dai propri beni ma dalla promessa di Dio, è un viandante il pellegrino». Secondo l’Arcivescovo di Milano, nell’omelia in Duomo, «il pellegrino cammina insieme con molti, appartiene ad un popolo ma sa che nessuno lo può sostituire nel rispondere alla voce che lo chiama»; l’appartenenza a quella “carovana” è responsabilità di «curarsi di tutti per non permettere che nessuno rimanga indietro». La metafora del pellegrino giunge fino al suo termine: «si ferma solo là dove il Signore lo aspetta, null’altro lo trattiene, ogni cosa che incontra è la grazia di riconoscere un segno». Il ricordo di Don Giussani è l’occasione di ascoltare con lui la parola del Signore: «il suo carisma è all’inizio di un movimento, di un andare, di un lasciarsi provocare dalla realtà interpretata con la parola del Signore». La persona e gli scritti di Don Giussani sono un «dono per tutta la Chiesa», spiega ancora Mons. Delpini: occorre incontrato in parole e testimonianze per scovare quella figura da pellegrino che è sempre stato il Servo di Dio Don Luigi Giussani. «Essere in movimento per obbedire a quella parola che sempre si rivolgere ad ogni credente, “vattene verso la terra che io ti indicherò”. Don Giussani per molti è stato questa parola provocatoria, questo impegno a guardare oltre e a liberarsi dai luoghi comuni del pensiero dominante»; quell’oltre conduce alla verità, ricorda l’Arcivescovo al termine dell’omelia «da lui stesso viene rivolto l’invito, voi andate oltre, il Signore vi aspetta più avanti».

COME ASSISTERE ALLA CELEBRAZIONE

È cominciata la Santa Messa in suffragio del Servo di Dio Don Luigi Giussani in diretta video streaming dal Duomo di Milano: dopo la benedizione iniziale dell’Arcivescovo Delpini, è stata data lettura dell’intenzione formulata dalla Fraternità di Comunione e Liberazione per la Messa in memoria di Don Giussani. A seguire, un breve pensiero di Mons. Mario Delpini ai presenti riuniti in Cattedrale: «siamo qui uniti ai tanti che ricordano Don Giussani e ci sentiamo un popolo unito dentro la grande Chiesa, grati, docili e desiderosi di accogliere la parola di Diio e di muovere su questa parola i nostri passi».

Ricordiamo che l’omelia a breve tenuta da Delpini sarà disponibile in diretta video streaming su YouTube ma anche in diretta su ChiesaTv al canale 195 del Digitale Terrestre e infine anche sul portale web Chiesadimilano.it (a questo indirizzo).

IL VOLANTONE DI PASQUA

La Fraternità di Comunione e Liberazione come sempre accade in Quaresima prepara un “volante” con immagine artistica e intenzione con la quale accompagnare questo tempo di attesa per la venuta della Santa Pasqua: nel giorno in cui a Milano, culla del Movimento fondato dal Servo di Dio Don Luigi Giussani, si attende la Santa Messa per il 16esimo anniversario della nascita in Cielo, risuonano le parole proprio del fondatore di CL nel “volantone” presentato negli scorsi giorni con tanto di video.

«Gli uomini, giovani e non più giovani, hanno bisogno ultimamente di una cosa: la certezza della positività del loro tempo, della loro vita, la certezza del loro destino. “Cristo è risorto” è affermazione della positività del reale; è affermazione amorosa della realtà. Senza la Risurrezione di Cristo c’è una sola alternativa: il niente», scriveva il “Don Giuss” riflettendo sul significato profondo e recondito della Pasqua. Quel Cristo che si rende presente nella storia proprio in quanto Risorto in realtà attraversa il tempo e arriva fino a noi: «Lo Spirito di Gesù, cioè del Verbo fatto carne, si rende sperimentabile, per l’uomo di ogni giorno, nella Sua forza redentrice di tutta l’esistenza del singolo e della storia umana, nel cambiamento radicale che produce in chi si imbatte in Lui e, come Giovanni e Andrea, Lo segue», concludeva Don Giussani.

ANNIVERSARIO MORTE DON GIUSSANI, LA MESSA IN DUOMO

Domani lunedì 1 marzo 2021 alle ore 19.30, nel Duomo di Milano, S.E. Mons. Mario Delpini presiederà la Santa Messa di commemorazione per il 16° anniversario della morte del Servo di Dio don Luigi Giussani: era il 22 febbraio 2005 e il fondatore del Movimento di Comunione e Liberazione moriva a Milano dopo mesi di sofferenza data dalla malattia. Come ogni anno, in ogni parte del mondo si ricorda questo anniversario con le celebrazioni eucaristiche, nonostante le ovvie limitazioni di presenza del pubblico viste le regole anti-Covid: come sempre, la Santa Messa in suffragio di Don Luigi Giussani si accompagna alla celebrazione del 37° del riconoscimento pontificio della Fraternità di CL (era 11 febbraio 1982).

Secondo le disposizioni sanitarie in materia di Coronavirus in Italia ad oggi, alla Santa Messa nel Duomo di Milano parteciperà un numero limitato di persone, ovvero coloro che hanno ricevuto l’invito da esibire all’ingresso del Cattedrale milanese. La celebrazione eucaristica avrà luogo alle 19.30 e sarà trasmessa in diretta su Chiesa Tv (canale 195 del digitale terrestre), sul portale online www.chiesadimilano.it e in video streaming sul canale YouTube della Diocesi. Sarà, inoltre, possibile ascoltare l’omelia dell’Arcivescovo Delpini in differita alle ore 20.30 su Radio Mater. A questo link è possibile trovare tutte le celebrazioni previste a febbraio/marzo per il 16° anniversario della morte di Don Giussani.

SANTA MESSA DON GIUSSANI, L’INTENZIONE

Alla celebrazione della Santa Messa in suffragio si accompagna l’intenzione espressa per questo 1 marzo 2021 dalla Fraternità di CL: «Nelle difficili circostanze che siamo chiamati a condividere con i fratelli tutti, chiediamo al Signore una coscienza vigile e grata del dono ricevuto nell’incontro con il carisma di don Giussani per servire sempre meglio la Chiesa, nel riconoscimento che ogni istante che passa è abitato da Cristo presente, perciò non c’è niente di inutile e tutto è segno di una indistruttibile positività». In merito al contributo di Comunione e Liberazione per la vita di tutti in questo tempo così sfidante, il successore di Don Luigi Giussani alla guida del Movimento – don Julian Carrón, presidente della Fraternità di CL – ha scritto: «Se saremo fedeli alla grazia che ci ha raggiunti attraverso il carisma di don Giussani – noi che ne siamo stati attratti e desideriamo seguirlo –, “centrati in Cristo e nel Vangelo”, potremo essere “braccia, mani, piedi, mente e cuore di una Chiesa in uscita” (papa Francesco), collaborando con il Papa al futuro della Chiesa nel mondo, quel futuro preconizzato dal cardinale Ratzinger nel lontano 1969: “Il futuro della Chiesa può venire solo dalla forza di coloro che hanno profonde radici e vivono con una pienezza pura della loro fede. La Chiesa conoscerà una nuova fioritura e apparirà agli uomini come la patria, che ad essi dà vita e speranza”. Solo questa novità può essere credibile oggi».

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