Annunziata Pesce/ Tradì marito con carabiniere: uccisa dal cugino (Disonora il padre)

- Emanuela Longo

Annunziata Pesce, uccisa dal cugino davanti al fratello maggiore secondo il codice delle ‘ndrine per la sua storia con un carabiniere: il caso a Disonora il padre

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Annunziata Pesce, Twitter

Annunziata Pesce tradisce il marito con un carabiniere: ad ucciderla è il cugino. Il suo delitto si consumò davanti al fratello maggiore secondo il codice delle ‘ndrine. E’ questa una delle storie che sarà ricordata questa sera nel corso del programma Disonora il padre, nella terza serata di Rai3. Il suo fu considerato a tutti gli effetti un omicidio di lupara bianca. La donna aveva 30 anni e viveva a Rosarno, in provincia di Reggio Calabria, quando fu uccisa in seguito alla sua relazione con un carabiniere. Nulla di più disonorevole per la sua famiglia. Proprio lei, figlia di Salvatore e nipote del boss Giuseppe Pesce, macchiatasi di una colpa gravissima, quella di aver tradito il marito, oltretutto con un uomo dell’Arma. E’ il 20 marzo 1981 quando proprio il consorte ne denunciò la misteriosa scomparsa. Di Annunziata non si ebbero notizie per lunghi anni. Nessuno potrà pronunciare il suo nome e il tempo e il terrore contribuirono a cancellare il suo nome. La sua vera storia venne a galla solo grazie ai racconti di un pentito, Pino Scriva.

ANNUNZIATA PESCE, DELITTO D’ONORE

E’ una storia di disonore, quella che portò a galla Pino Scriva, collaboratore di giustizia, le cui parole però non furono credute, cadendo nel vuoto. Nel 1999 il tribunale di Palmi dichiarò la sua morte presunta ma ormai nessuno o quasi ricordava la sparizione di Annunziata Pesce, la trentenne misteriosamente scomparsa molti anni prima. Occorrerà attendere il 2010 prima che un’altra testimone di giustizia, Giuseppina Pesce, riveli cosa sia realmente accaduto ad Annunziata. Ad eseguire la sua sentenza di morte, fu il cugino Nino Pesce. Un delitto compiuto proprio davanti al fratello della vittima, Antonio. Secondo quanto previsto dal codice etico delle ‘ndrine,il disonore deve non solo essere lavato col sangue ma anche in presenza di un parente della vittima, in generale proprio il fratello maggiore. Un copione crudele e drammatico che ritornò anche in occasione dell’omicidio di Annunziata.

IL RACCONTO DELLA PENTITA

Solo molti anni dopo l’omicidio di Annunziata Pesce, la cugina e pentita Giuseppina Pesce rivelò una serie di episodi che contribuirono anche a svelare un retroscena legato al delitto di onore compiuto negli anni Ottanta. L’esecuzione, secondo la collaboratrice di giustizia, fu ordinata dal vecchio capoclan ed avvenne in presenza del fratello della donna che dovette assistere senza poter battere ciglio. La pentita – come spiegava un vecchio articolo di Repubblica – riferì di essere venuta a conoscenza di questa storia dal marito secondo il quale i “sardignoli”, un braccio della famiglia, avevano una sorella sposata, Annunziata Pesce, la quale ebbe una relazione extraconiugale con un carabiniere. A quel punto fu prima deliberato e poi eseguito il suo omicidio databile all’aprile 1981 su decisione del vecchio don Peppe Pesce. Sempre secondo i racconti della pentita i “sardignoli” avevano tentato di opporsi, ma non erano riusciti ad impedirlo. La vittima sarebbe stata rintracciata mentre si nascondeva a Scilla con il suo amante. In assenza del carabiniere, sarebbe stata rapita, condotta in una campagna, bendata, e poi uccisa con uno colpo di pistola alla testa.

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