Anticorpi in un farmaco: 3 pazienti guariti da Covid/ Il medico “È quasi un miracolo”

- Alessandro Nidi

L’azienda farmaceutica spiega: “Abbiamo usato il plasma convalescente come materiale grezzo, per poi processarlo per farlo diventare un farmaco”

immunità di gregge antonio bertoletti
Test coronavirus (LaPresse)

La cautela, in casi come questo, non è mai troppa e l’euforia va dosata nella quantità e nelle modalità, ma è giusto che un minimo di soddisfazione traspaia dalle parole di Zeev Rothstein, direttore del centro medico dell’ospedale Hadassah di Gerusalemme, il quale, cooperano con Kamda, azienda del settore biofarmaceutico, ha somministrato un farmaco composto dagli anticorpi al virus a tre pazienti affetti da Covid-19. Risultato? Tutti guariti e, addirittura, dimessi dal nosocomio pochi giorni più tardi. “La risposta – ha detto Rothstein – è ai miei occhi quasi un miracolo: i pazienti hanno avuto il rimedio e ora sono a casa”. Come riportano fonti di informazione locale, prima di ricevere il trattamento le tre persone avevano la polmonite, indotta proprio dal Coronavirus, e non si trovavano in pericolo di vita. Adesso stanno bene e sono in buone condizioni di salute; tuttavia, occorrerà attendere l’esecuzione del test di controllo per capire se sono finalmente negativi al virus.

FARMACO CONTRO IL COVID? “FORSE FORTUNATI, MA…”

Come spiega ancora Rothstein, “forse siamo stati solo fortunati, ma comunque siamo entusiasti dei risultati ottenuti. Per un medico, assistere a un tale miglioramento in così poco tempo è sorprendente”, così come lo è per l’azienda Kamda, che, attraverso il proprio Ceo, Amir London, non ha celato tutta la propria soddisfazione per il traguardo centrato: “Abbiamo usato il plasma convalescente come materiale grezzo, per poi sottoporlo a un trattamento farmaceutico e processarlo per farlo diventare un farmaco. Con il nostro prodotto si assicurano a pazienti quantità di anticorpi predefinite e standardizzate, che possono ridurre la carica virale di Sars-CoV-2. Si tratta di una globulina iperimmune, a volte definita come vaccino passivo, in quanto contiene anticorpi preformati”. In merito alla decisione di avviare la sperimentazione su persone non in ventilazione, London ha sottolineato che “abbiamo voluto trattarli quando erano ancora altamente vitali, in modo da curare questa fase virale con un rimedio antivirale”.

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