“Anticorpi monoclonali, -70% mortalità e ricoveri”/ Palù: “Arma potentissima”

- Carmine Massimo Balsamo

Anticorpi monoclonali, arrivano importanti aggiornamenti da Eli Lilly. Il presidente Aifa: “Rappresentano un’occasione da non perdere”

anticorpi monoclonali
Giorgio Palù, presidente Aifa (LaPresse)

Il vaccino anti-Covid ma non solo: la battaglia con il virus passerà anche dagli anticorpi monoclonali. Nelle ultime ore è arrivato un importante annuncio dall’azienda americana Eli Lilly, che ha diffuso i primi risultati della sperimentazione di Fase 3. Il trattamento a base di bamlanivimab (LY-CoV555) ed etesevimab (LY-CoV016) riduce il rischio di ricoveri e morte del 70 per cento in pazienti ad alto rischio.

Lo studio sugli anticorpi monoclonali è stato condotto su 1.035 persone: 11 tra ricoverati e decessi assumevano la terapia, 36 assumevano placebo. In totale sono stati rilevati 10 decessi, tutti tra persone che assumevano placebo. «Mentre la natura preliminare dei risultati di Fase 2 poteva determinare un’accettazione limitata del trattamento, questi dati di Fase 3 rafforzano ulteriormente le prove disponibili», le parole di Daniel Skovronsky, direttore scientifico di Eli Lilly.

ANTICORPI MONOCLONALI, PALU’: “ARMA POTENTISSIMA”

Già utilizzati nella terapia oncologia, gli anticorpi monoclonali possono essere utilizzati sia per combattere il virus in seguito all’infezione che come forma di prevenzione. L’Italia è al lavoro per la produzione del farmaco e, come evidenziato da Sky Tg 24, arrivano importanti sviluppi dalla Fondazione Toscana Life Sciences di Siena: il professor Rappuoli ha rimarcato che gli anticorpi sono pronti per la sperimentazione sull’uomo e dovrebbero essere a disposizione ad aprile.

Intervenuto nella conferenza stampa di presentazione del Consorzio Italiano per la genotipizzazione e fenotipizzazione di SARS-CoV-2 e per il monitoraggio della risposta immunitaria alla vaccinazione, il presidente Aifa Giorgio  Palù ha evidenziato: «Gli anticorpi monoclonali sono un’arma potentissima, lo studio è in Fase 3 e sono usciti i primi dati: hanno un’efficacia dell’80 per cento nel prevenire l’ospedalizzazione e l’evento morte. La dissezione molecolare di un virus ci permette anche di capire che tipo di monoclonale che funziona, quindi potremmo fare terapie mirate. Io vedo una grande opportunità per il Paese che non deve essere persa».



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