“Anticorpi monoclonali bloccano Coronavirus”/ Rino Rappuoli: “Pronti tra 8-9 mesi”

- Alessandro Nidi

Gli anticorpi monoclonali sono efficaci e contrastano il Coronavirus? Lo sostiene il professor Rino Rappuoli, padre di alcuni importanti vaccini, che annuncia: “Saranno pronti tra 8-9 mesi”  

Rino Rappuoli Rainews24
Rino Rappuoli

Gli anticorpi monoclonali sono in grado di bloccare e sconfiggere il Coronavirus. La scoperta rivoluzionaria e fondamentale è stata effettuata da alcuni scienziati olandesi, giapponesi e israeliani, mentre in Italia lo studio è stato condotto dal professor Rino Rappuoli, colui che ha rivoluzionato il tradizionale modo di concepire e produrre i vaccini applicando le biotecnologie alla produzione di farmaci che salvano vite umane e animali. Autore del vaccino contro la pertosse, sviluppato inserendovi all’interno appena 3 proteine del batterio, Rappuoli può essere considerato il padre dei vaccini contro il meningococco B e C. Ebbene, il professore ha isolato gli anticorpi monoclonali del Sars-CoV-2 insieme al suo team di lavoro, traendone un’impressione positiva: “Sostanzialmente, noi usiamo le cellule dei pazienti guariti e andiamo a cercare gli anticorpi potenti che hanno permesso a queste persone di guarire. Li isoliamo e li produciamo in grande quantità per poterli somministrare ai pazienti malati”.

“ANTICORPI MONOCLONALI BLOCCANO CORONAVIRUS”: LE DIFFERENZE CON IL PLASMA IPERIMMUNE

Come ha sottolineato ai microfoni di “RaiNews 24”, gli anticorpi “sono un farmaco essenzialmente naturale, poiché prodotto dall’uomo stesso, e capace di bloccare l’infezione virale. Essi possono essere dati alle persone positive al test, così da fermare la malattia e l’infezione, oppure a chi combatte il virus quotidianamente in prima linea, come medici, infermieri, sanitari e forze dell’ordine”. La differenza con il plasma iperimmune, di cui si fa un gran parlare in questo periodo per la sua efficacia nelle sperimentazioni condotte sin qui, consiste nel fatto che il plasma viene prelevato dai pazienti e dunque c’è bisogno che qualcuno si ammali per sviluppare il farmaco, mentre gli anticorpi monoclonali possono essere prodotti su scala industriale senza che vi sia la necessità di avere nuovi contagi. “Inoltre – ha precisato Rino Rapuelli –, non tutto il plasma va bene e ci sono sempre i rischi di potenziali infezioni. Tuttavia, in assenza di alternativa, al momento è un buon rimedio”. Fra quanto tempo saranno disponibili gli anticorpi monoclonali? “Tra 8-9 mesi. Preciso che dopo alcuni mesi dalla prima dose di anticorpi, bisognerà assumerne un’altra o vaccinarsi, non appena sarà disponibile un vaccino”.

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