Antisemitismo cresce, ma non in Italia/ “Un cittadino europeo su quattro odia ebrei”

- Paolo Vites

Antisemitismo cresce, ma non in Italia. I risultati del sondaggio a cura dell’Anti-Defamation League: “Un cittadino europeo su quattro odia ebrei”. Dati preoccupanti per l’Europa orientale

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Ebrei ad Anversa, in Belgio (LaPresse)

L’antisemitismo in Europa è in continua crescita. Lo dimostrano i cimiteri ebraici insozzati con le svastiche dipinte sulle tombe, ma anche gli attacchi a persone di appartenenza ebraica, i cortei, le manifestazioni neo naziste. Lo dimostra adesso un accurato sondaggio compiuto su un campione di 9mila adulti in 18 paesi di tutto il mondo, fra cui Argentina, Brasile, Ucraina, Canada ed Europa a cura dell’Anti-Defamation League, la lega antidiffamazione. Tra le risposte più scontate, stereotipate, e imbarazzanti per la loro ignoranza e il legame con la propaganda nazista di 60 anni fa, la convinzione che gli ebrei vogliono arrivare a dominare il mondo e che governano la finanza mondiale. I risultati del sondaggio sono pubblicati dal quotidiano israeliano in lingua inglese The Times of Israel, uno dei più autorevoli. Un europeo su quattro ha atteggiamenti fortemente negativi nei  confronti degli ebrei. L’odio razziale non risulta particolarmente in crescita nei paesi dell’Europa occidentale, ma lo è invece in quelli della parte orientale, quelli dell’ex blocco sovietico, oggi tutti o quasi governati da regimi politici di estrema destra. Cresce in modo allarmante l’aintisemitismo in Argentina, del 6%; in Polonia, l’11%; la Russia, l’8%, Brasile con il 9% e l’Ucraina addirittura del 14%. Circa il 25% degli europei ha invece dato risposte antisemite alla maggior parte delle 11 domande proposte.

ANTISEMITISMO IN DIMINUIZIONE IN ITALIA

È profondamente preoccupante il fatto che circa un europeo su quattro nutra i tipi di credenze antisemite che sono sopravvissute da prima dell’Olocausto“, ha dichiarato il CEO di ADL Jonathan A. Greenblatt. “Queste scoperte servono come un potente campanello d’allarme che ci dice che resta ancora molto da fare per educare ampie fasce della popolazione in molti di questi paesi a respingere il bigottismo, oltre a rispondere alle urgenti esigenze di sicurezza in cui si verificano incidenti violenti“.  In Polonia il 48%  ha presentato una visione negativa degli ebrei, rispetto al 37% nel 2015. Quasi tre quarti degli intervistati concordano sul fatto che “gli ebrei parlano ancora troppo di ciò che è accaduto loro nell’Olocausto“. In risposta alla stessa domanda, i Paesi Bassi registrano il 31%, il Regno Unito il 18% e la Svezia il 15%. In Ungheria, dove le campagne anti-immigrazione sponsorizzate dal governo hanno incolpato il miliardario ebreo George Soros, il 25% degli adulti crede che “gli ebrei vogliono indebolire la nostra cultura nazionale sostenendo un numero maggiore di immigrati che vengono nel nostro paese“. L’antisemitismo generale in Ungheria è al 42%, rispetto al 40% nel 2015. Gli stereotipi riguardanti il controllo ebraico dei mercati finanziari e degli affari sono estremamente diffusi su tutti i fronti, ma sono i più alti nei paesi dell’Europa centrale e orientale. Alla domanda se fossero d’accordo con l’affermazione che “gli ebrei hanno troppo potere nel mondo degli affari“, il 72% degli ucraini ha risposto affermativamente, così come il 71% degli ungheresi, il 56% dei polacchi e il 50% dei russi. Notizia positiva invece per l’Italia che ha fatto registrare una riduzione dell’antisemitismo con un calo dell’11%



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