Antonello Nicosia arrestato per mafia/ Portaborse di Occhionero (Iv) postino dei boss

Antonello Nicosia, il caso del portaborse di Giuseppina Occhionero (Italia Viva) arrestato per mafia riapre il dibattito sui collaboratori dei parlamentari.

Antonello Nicosia
Antonello Nicosia e Giuseppina Occhionero (Le Iene)

In seguito all’arresto di Antonello Nicosia, portaborse della deputata di Italia Viva Giuseppina Occhionero accusato del reato di associazione mafiosa, ha acceso il dibattito sui collaboratori parlamentari. Come evidenzia Repubblica, l’assistente dell’esponente di Iv avrebbe percepito una retribuzione da 50 euro al mese, come da regolare contratto stipulato: a confermarlo è stata la Occhionero interrogata dai magistrati. E qui scoppia il caso: in base a questo accordo, è possibile che un collaboratore circoli liberamente negli uffici del Parlamento e faccia visite nelle carceri di massima sicurezza. Quest’ultimo, il caso di Nicosia, considerato “postino” dei boss: gli incarichi ai collaboratori sono strettamente fiduciari e sono gestiti personalmente da deputati e senatori, a differenza di quanto accade per gli europarlamentari di Strasburgo. Per entrare in possesso del tesserino, è necessario depositare alla Camera un contratto annuale di qualsiasi importo, mentre al Senato c’è un limite minimo di 375 euro al mese.

ANTONELLO NICOSIA ARRESTATO, SCOPPIA IL CASO COLLABORATORI PARLAMENTARI

Una fattispecie di cui si torna a parlare dopo l’inchiesta de Le Iene datata 2007: gli inviati del programma di Italia 1 scoprirono che su 683 collaboratori parlamentari, solo 54 avevano un contratto regolare. E la situazione è rimasta immutata, sottolinea il quotidiano: al Senato nel 2018 registrati 44 contratti co.co.co, 43 consulenze con partita Iva e 11 prestazioni occasionali. «Oggi esistiamo solo come tesserini da autorizzare, non abbiamo statuto professionale, né una voce di bilancio autonoma. Ma neppure un codice di condotta, ed è inaccettabile», le parole del presidente dell’associazione dei collaboratori José De Falco, ma per il momento niente da fare: le pressioni dell’associazione e di alcuni parlamentari – uno su tutti Riccardo Magi di + Europa – non hanno prodotto risultati e gli ordini del giorno sono stati sempre bocciati. Ma il caso di Antonella Nicosia potrebbe smuovere le acque, soprattutto per le possibili ripercussioni di eventuali comportamenti non consoni dei portaborse…



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