Antonia Chiara Scardicchio/ “Mia figlia autistica mi ha insegnato parole nuove”

- Davide Giancristofaro Alberti

Antonia Chiara Scardicchio si racconta ai microfoni di A Sua Immagine: la figlia autistica, l’utilizzo delle parole e non solo. Ecco alcune sue dichiarazioni

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Antonia Chiara Scardicchio (A Sua Immagine)

Antonia Chiara Scardicchio è stata ospite della puntata di sabato scorso di A Sua Immagine, su Rai Uno. La professoressa dell’università di Bari, nonché nota scrittrice, ha parlato dell’importanza della parola: “Siamo le uniche creature, noi essere umani, in grado di creare con le parole – spiega – sono la nostra più grande possibilità di fertilità ma anche di sterilità. Ci sono parole che distruggono e altre che creano e credo che rappresentino una grande possibilità di discernimento. Pensa come sarebbe importante imparare l’esperienza del digiuno delle parole. In questi mesi mi sto concentrando moltissimo sul tenere le parole che nutrono e moltiplicano e lasciare andare quelle che tolgono, strappano e mortificano”.

Antonia Chiara Scardicchio ha una figlia autistica, Serena, che non è in grado di comunicare bene con le parole: “Dico sempre che il buon Dio ha un grandissimo senso dell’umorismo perchè ha mandato ad una chiacchierona come me, che ha sempre cercato attraverso le parole di creare e difendersi, una figlia che non parla, e questa esperienza di digiuno ha rappresentato un imparare parole nuove”. E ancora: “Verso le parole sviluppiamo un attaccamento che non ci rende liberi e l’ammutolimento, il silenzio, il digiuno, ci consentono di imparare quelle che non coincidono con noi stessi, quindi Serena che non parla mi ha insegnato parole nuove”.

ANTONIA CHIARA SCARDICCHIO: “MIA FIGLIA SERENA COME AVER RICEVUTO UNA BENEDIZIONE SENZA CHIEDERE NULLA”

Ma cosa le ha dato ancora la figlia ad Antonia Chiara Scardicchio? “Quello che lei ha moltiplicato è la possibilità di cercare in ogni giornata, soprattutto in quelle oscure, come genitori, adulti ed educatori sperimentiamo l’impotenza di non poter salvare e guarire, è come se mi avesse offerto una benedizione differente da quello che immaginavo di diventare prima di sua mamma, corrisponde alla gratitudine, allo stare davanti a Dio senza chiedergli un elenco di cose. la gratitudine rispetto all’esserci e all’esistere”.

Poi la docente e scrittrice ha aggiunto e concluso: “Lei ha un ritardo mentale grave, eppure ha una caratteristica che io non avevo, il radicamento, la presenza nella vita, questo innamoramento della vita in ogni momento, soprattutto quando incontri l’inferno, ti fa fare esperienza di resurrezione, penso che può accadere ad ognuno di noi ogni volta che riesce a dire ‘si amen’ anche a quello che non appare”.

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