Antonietta Giarnieri via dal marito “carnefice”/ Centri antiviolenza: come funzionano

- Emanuela Longo

Antonietta Giarnierichiede di andare a Chi l’ha visto a parlare della sua vicenda: centro antiviolenza di Campobasso, ecco come funziona

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Antonietta Giarnieri, Chi l'ha visto

Di Antonietta Giarnieri la trasmissione Chi l’ha visto si era già occupata nei passati appuntamenti. Si tratta di una storia complessa di allontanamento volontario. La donna, dopo essere andata via di casa accusando il marito di violenze, aveva fatto ritorno ma oggi continua ad accusare l’uomo definendolo il suo “carnefice” ma anche i servizi sociale, che a suo dire non starebbero facendo nulla per risolvere la sua situazione. Antonietta, all’inviato della trasmissione di Rai3 ha fatto sapere di non voler più rilasciare intervista: avrebbe parlato solo in studio da Federica Sciarelli. La conduttrice ha quindi invitato ufficialmente la donna ma ha anche voluto capire cosa pensano gli assistenti sociali che lavorano nella regione Molise dove la donna si era rivolta. “Quelli del centro antiviolenza del Molise mi hanno detto che dovevo tornare a San Severo”, aveva dichiarato Antonietta ai microfoni del programma, definendo inaccettabile quella richiesta. I servizi sociali di Campobasso però ci tengono a far sapere di essersi messi subito a disposizione della donna proponendole una casa rifugio, ma lei dice di volere una casa e un lavoro perchè a 52 anni vuole essere indipendente, proprio come fa intendere la pubblicità del governo.

ANTONIETTA GIARNIERI VIA DAL MARITO: ISPIRATA DA SPOT GOVERNO?

“Ovviamente gli slogan sono sintetici e un po’ fuorvianti, il messaggio va dato nel suo dettaglio”, ha commentato Vincenzo De Marco, responsabile Ambito territoriale sociale Campobasso. “Non si dà neanche una casa”, ha aggiunto, “poi dipende da situazione a situazione”. De Marco ha parlato solo di un supporto “i miracoli non li fa nessuno, non siamo in grado di garantire case e lavoro”. Quindi la trasmissione si è recata nel centro antiviolenza di Campobasso cercando di capire come funziona. Qui vi è un team di psicologhe, ufficio legale e mediazione interculturale e una progettista. Annualmente arrivano in media 60 donne all’anno, “sono numeri nella media nazionale”, ha spiegato la responsabile. Nel centro arrivano spesso anche donne con minori, vittime di violenza assistita. Certamente le richieste di Antonietta, come spesso accade, non potrebbero essere soddisfatte ma da parte di centri come quello del Molise c’è tutta la volontà di dare un importante contributo in favore di donne vittime di soprusi.



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