ANTONIO CONTE NUOVO ALLENATORE TOTTENHAM/ Contratto fino al 2023: manca l’annuncio!

- Claudio Franceschini

Antonio Conte nuovo allenatore del Tottenham: il salentino torna in Premier league dopo tre anni dall’esperienza al Chelsea. Per lui contratto fino al 2023 e stipendio da 18 mln lordi annui.

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Antonio Conte (Foto LaPresse)

ANTONIO CONTE NUOVO ALLENATORE DEL TOTTENHAM: CONTRATTO FINO AL 2023

Pare che ormai sia solo questione di pochissime ore perchè venga dato l’annuncio ufficiale del ritorno di Antonio Conte in Premier come nuovo allenatore del Tottenham. Dopo la lunga giornata di trattative di ieri, ecco che le parti  hanno raggiunto la giusta quadra e dunque manca solo l’ufficialità: nel frattempo però dai tabloid inglesi ci arrivano dettaglio importanti su questa nuova avventura del tecnico ex Juventus: pare infatti che il Tottenham e Conte siano pronti a firmare un accordo fino al giugno del 2023, con opzione per un altro anno. Non solo: per Conte è pronto pure uno stipendio che si aggira sui 18 milioni di euro lordi annui.

Risolti dunque anche gli ultimi quesiti riguardanti il mercato di riparazione del club inglese, punto su cui il tecnico aveva particolarmente insistito: pare che Conte abbia già scritto e presentato alla dirigenza una lista di possibili colpi per la finestra di contrattazione invernale, nomi che potrebbero risollevare la stagione degli Spurs, affatto scintillante fino a qui. Per il resto è solo questione di ore: pure ormai è certo che Antonio Conte sarà il nuovo allenatore del Tottenham. (agg Michela Colombo)

PRESTO L’ANNUNCIO!

Antonio Conte è il nuovo allenatore del Tottenham. Manca l’ufficialità, ma ormai sembra fatta come dicono dall’Inghilterra. Il tecnico salentino torna dunque in panchina, in quella Premier League e in quella Londra che lo avevano visto da vicino tra il 2016 e il 2018: Premier League e Fa Cup vinte con il Chelsea prima di lasciare, prendersi un anno sabbatico e ripartire dall’Inter. Questa volta il periodo di pausa è stato molto più breve: la notizia dell’accordo imminente – si parla di un contratto fino al 2023 – è giunta come un fulmine a ciel sereno.

Un po’ perché si pensava a un Conte che meditasse il ritorno con una squadra già pronta a vincere, e dunque a stagione conclusa; un po’ perché lo avevano appena avvistato a Torino dove l’aria intorno a Massimiliano Allegri non è favolosa, un po’ infine perché il suo nome era stato accostato con forza al Manchester United, con Ole Gunnar Solskjaer sulla graticola. Invece, ecco la sliding door: sabato i Red Devils hanno vinto 3-0 sul campo del Tottenham, e questo ha portato all’esonero di Nuno Espirito Santo che nelle ultime sei giornate di Premier League ha perso quattro volte, e ci ha anche infilato 4 punti in tre giornate del girone di Conference League. Così la proprietà degli Spurs ha fatto il blitz, e ora Conte torna ad allenare.

Antonio Conte torna dunque in Inghilterra: la sua precedente esperienza con il Chelsea era stata ottima, ma qualche strascico lo aveva lasciato. Allenatore sanguigno, era riuscito a esaltare il rendimento di alcuni componenti della rosa (pensate per esempio a Victor Moses) ma dall’altra parte c’era stato chi con lui non si era trovato affatto bene, per esempio Willian che era arrivato a cancellare la faccia del salentino dalla foto della vittoria in FA Cup. I fatti invece dicono che Conte ha vinto ovunque sia andato, o comunque ha fatto sempre meglio rispetto alla precedente versione della squadra in questione.

Dopo il magico trennio alla guida della Juventus ha condotto la nazionale italiana ai quarti degli Europei e a una eliminazione che contro la Germania è arrivata solo ai rigori, poi con il Chelsea ha portato in bacheca due trofei rivincendo il campionato, infine con l’Inter ha messo sul petto dei nerazzurri uno scudetto che mancava da 11 anni, spezzando il dominio della Juventus che durava da 9 stagioni. Se vogliamo – anzi, è così – la dimensione europea è ancora quella che manca al tecnico, che però in Conference League potrebbe anche togliersi lo sfizio: di sicuro dovrà elevare la posizione del Tottenham in campionato, perché gli Spurs sono ottavi e vogliono tornare a giocare almeno in Europa League, con l’obiettivo principale che naturalmente resta quello della qualificazione in Champions.

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