Antonio Decaro: “Pd ostaggio delle correnti”/ “Non sono contro Zingaretti, ma…”

- Carmine Massimo Balsamo

Antonio Decaro le canta al Pd: “Il Pd le elezioni le ha perse tutte, abbiamo governato solo con i voti di FI, Alfano e M5s”

antonio decaro
(L'aria che tira)

Antonio Decaro non fa sconti al Partito Democratico. L’esponente dem, sindaco di Bari, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni de L’aria che tira ed è tornato sulle dichiarazioni rilasciate recentemente a Repubblica, con il giudizio tranchant sulle correnti: «Io non sono un moderato, sono il rappresentante dei sindaci e rappresento anche sindaci che hanno una sensibilità politica diversa dalla mia. Credo in questo momento di fare sentire la mia voce perché ho paura che il Pd possa perdere la sua identità».

Antonio Decaro ha proseguito il suo discorso: «Quando parlo di partito ostaggio delle correnti, parlo di un partito all’interno del quale ci sono correnti che sono fatte esclusivamente da parlamentari che gestiscono il partito per potersi ricandidare la prossima volta. C’è una gestione di potere per le nomine e una gestione destinata a riformulare nelle prossime elezioni i cosiddetti listini per poter essere eletti nuovamente. Un partito non può vivere così, ma vive di temi e idee».

ANTONIO DECARO: “IL PD HA PERSO TUTTE LE ELEZIONI, MA…”

«Il Pd le elezioni le ha perse tutte, abbiamo governato ma una volta con i voti di Forza Italia, un’altra volta con i voti di Alfano e un’altra volta con i voti del Movimento 5 Stelle», ha aggiunto il primo cittadino di Bari, che ha rimarcato: «Chi governa il partito oggi è un amministratore in carica, io non voglio cambiare il segretario (Nicola Zingaretti, ndr) che abbiamo eletto nel 2019 e il Pd credo abbia il record mondiale di cambio di segretari: ne abbiamo eletti 8 in 14 anni». Antonio Decaro ha poi sottolineato sempre sul tema: «Ci sono partiti come Forza Italia che in 28 anni non hanno mai cambiato leader, anche se non è il mio riferimento. Non sono neanche d’accordo con il cambiare segretario ogni due anni».



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