Antonio Di Pietro fa pignorare Vittorio Sgarbi/ Dopo 11 cause deve avere 186mila euro

- Silvana Palazzo

Antonio Di Pietro fa pignorare 186mila euro a Vittorio Sgarbi dopo aver vinto 11 cause contro il critico d’arte. Ora l’ex pm fa scattare la procedura per incassare la somma

Vittorio Sgarbi coronavirus
Vittorio Sgarbi (LaPresse)

Prosegue la battaglia legale tra Antonio Di Pietro e Vittorio Sgarbi. L’ex pm del pool di Mani pulite ha incontrato il critico d’arte a Macerata, ma in tribunale. Avendo vinto undici cause contro l’onorevole, Di Pietro ha chiesto di ottenere i risarcimenti previsti. In totale ammontano a 186mila euro. Quindi ha avviato una procedura esecutiva al tribunale di Macerata, che è competente sulla vicenda perché Sgarbi è residente a San Severino. La notizia è stata riportata dal Resto del Carlino, che ha ricostruito gli scontri tra i due. Nel corso degli anni Sgarbi ha rivolto a Di Pietro alcune espressioni colorite che non sono piaciute all’ex pm. Dal 2014 al 2017 l’ex pm ha ottenuto 11 sentenze di condanna per diffamazione, con la previsione di varie somme a titolo di risarcimento. Si va da poche migliaia di euro fino a 35mila euro. Quindi in totale si arriva a quota 186mila euro. Le sentenze ora sono esecutive, quindi l’ex leader di Italia dei valori ha deciso di passare all’incasso. Prima ha individuato la lista dei potenziali creditori di Sgarbi, da cui prendere le somme.

ANTONIO DI PIETRO FA PIGNORARE 186MILA EURO A VITTORIO SGARBI

C’è la Camera, visto che Vittorio Sgarbi è deputato, ma anche l’Inps, considerando che percepisce una pensione da funzionario statale. Inoltre, è sindaco del Comune di Sutri e ha una casa editrice, La nave di Teseo, con cui ha pubblicato diversi libri. Ma è pure presidente a Ferrara della Fondazione Cavallini Sgarbi, a Possagno invece della Fondazione Canova. E non finisce qui: è presidente della Fondazione Ferrara arte e del Museo di arte moderna e contemporanea di Roverenti. Sgarbi però percepisce anche emolumenti da Rai, Mediaset, La7 e Rti per le comparsate in tv. Quindi a loro Antonio Di Pietro ha notificato i documenti avviando la procedura per i pignoramenti. Tra tutti i creditori non hanno risposto la Fondazione Cavallini Sgarbi, la casa editrice fondata dalla sorella di Sgarbi e la Fondazione Canova, quindi saranno di nuovo sollecitate. La difesa di Sgarbi, secondo quanto riportato dal Resto del Carlino, starebbe provando a trovare un accordo per chiudere la vicenda con una transazione, anche se un accordo precedente non sarebbe stato poi onorato.

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