ANTONIO GIUSEPPE MALAFARINA E L’INCIDENTE/ “Tetraplegico per un tuffo, ma sono…”

- Elisa Porcelluzzi

Antonio Giuseppe Malafarina, l’incidente: diventato tetraplegico a 18 anni, dopo un tuffo in mare. Giornalista e scrittore scrive e racconta di disabilità.

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Antonio Giuseppe Malafarina (Instagram)

Antonio Giuseppe Malafarina, ospite di Oggi è un altro giorno, partecipa al programma di Serena Bortone con un avatar mentre lui è in collegamento dalla sua abitazione. Diventato tetraplegico a 18 anni dopo un tuffo in mare, con un avatar, riesce ad essere presente in più posti. “Gli avatar si trovano in commercio ed ognuno può comprare il suo. La particolarità di questo avatar è che può essere guidato da una persona che non muove nemmeno un dito. Io, in questo momento, lo sto guidando con i comandi che uso normalmente per guidare la carrozzina”, spiega Antonio. “Quel giorno avevo fatto l’esame per la patenta e l’avevo superato. Sono andato a fare questo tuffo in un luogo in cui andavo sempre e sono rimasto paralizzato. Mi salvò mio cugino che mi tirò fuori dall’acqua. Fortunatamente un medico mi aiutò a respirare e, con l’ambulanza, mi portarono in ospedale”, ricorda Antonio che non si è mai arreso prendendo in mano la propria vita. “Sono sempre io e svolgo il mio ruolo e cerco di farer qualcosa all’interno della società come tutti”, conclude (aggiornamento di Stella Dibenedetto).

Chi è Antonio Giuseppe Malafarina? Storia di quell0 incidente che lo ha trasformato

Antonio Giuseppe Malafarina, giornalista e scrittore, è una delle principali “firme” del blog InVisibili del Corriere della Sera. “Non sono mai stato invisibile. Da piccolo ero cicciottello e non vedermi era impossibile. A diciassette anni circa, sono del 1970, ho perso venti chili, ho messo cravatta e camicia e ho iniziato a testimoniare quanto sia importante capire, dunque ascoltare e comunicare. Nel 1988 un tuffo in mare e divento tetraplegico”, così si descrive sul blog InVisibili.

Era il 13 settembre 1998, ultimo giorno di vacanza in Calabria e ultimo tuffo con gli amici. In ospedale gli dicono che non sarebbe arrivato a sera, invece dopo quindici mesi di rianimazione, di cui tre in Francia per l’applicazione di un pacemaker diaframmatico, Antonio è tornato a casa. “Nella mia storia non c’è stato il dramma dell’impatto con la disabilità. Ne ho preso coscienza e sono andato avanti. Io ero lo stesso, benché in un’altra condizione”, ha raccontato al sito Superando.it

Antonio Giuseppe Malafarina: la disabilità come realtà collettiva

Negli anni ’90 Antonio Giuseppe Malafarina inizia a testare programmi di riconoscimento vocale per l’uso del pc a voce, si diploma nel ramo della contabilità. Nel 2007 pubblico con Minnie Luongo “Intervista col disabile” per far luce sulla disabilità come realtà collettiva: “Per me scrivere è confrontarsi con se stessi ad alta voce. Ogni volta che butti giù una parola e la concateni con le altre per esprimere il tuo pensiero, compi un processo che ti mette in relazione profonda con il tuo essere. In questo processo hai l’opportunità di mettere a confronto i tuoi pensieri”, ha spiegato al sito Superando.it. Nel 2011 diventa giornalista. È presidente onorario della fondazione Mantovani Castorina. Nella sua biografia su InVisbili scrive: “Mi piacciono un sacco di cose, soprattutto il bello, la ragione, Dio”.



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