Antonio Iacovacci, la mamma Angela: “Mio figlio un eroe”/ “Qualcuno ha sbagliato”

- Davide Giancristofaro Alberti

Antonio Iacovacci, la mamma Angela si sfoga ai microfoni di Repubblica: “Mio figlio è morto da eroe”. Da ieri una persona sul registro degli indagati

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L'imbarco a Goma (Congo) delle salme di Attanasio e Iacovacci, dirette in Italia (LaPresse)

Si sfoga la madre di Antonio Iacovacci, il carabiniere ucciso tre mesi fa in un attentato in Congo assieme all’ambasciatore italiano Luca Attanasio e al loro autista. La signora Angela è convinta che bisognava fare di più per proteggere le tre vittime, alla luce anche dall’evolversi dell’inchiesta che ha portato un funzionario congolese del Pam iscritto sul registro degli indagati da parte della procura di Roma per non aver predisposto la scorta necessaria per attraversare la foresta di Virunga (l’accusa specifica è quella di omesse cautele).

La mamma di Antonio Iacovacci racconta a Repubblica di provare “Rabbia e dolore, ma sono consapevole che le istituzioni faranno di tutto per arrivare a chi ha sbagliato”. In base a quanto è emerso il carabiniere sarebbe morto da eroe, facendo scudo a Luca Attanasio: “Non avevo dubbi, ero sicura che avrebbe agito da eroe. Credeva nella sua missione e l’ha onorata fino alla fine. Diciamo che quella missione poteva essere gestita diversamente e che io ho sono una mamma che ha perso la cosa più bella che aveva”.

ANTONIO IACOVACCI, LA MAMMA: “PROCEDURE DI SICUREZZA NON ADEGUATE”

La donna aggiunge: “Sicuramente si poteva fare di più considerato il contesto in cui si è verificato il fatto e sicuramente le procedure di sicurezza non si dovevano limitare a quelle fornite”. Angela e Antonio si erano sentiti per l’ultima volta solo il giorno prima dei tragici eventi: “Il 21 febbraio scorso (il 22 è avvenuto l’attentato ndr), era tranquillo e mi ha rassicurata che presto ci saremmo rivisti. Non è stato così”.

Antonio Iacovacci era in Congo da sei mesi “Era entusiasta della sua missione ed era perfettamente a suo agio in quel contesto”. Una donna ferita quindi, la quarta vittima di una tragedia che con grande probabilità si sarebbe potuta evitare. Antonio Iacovacci era originario della provincia di Latina, nel Lazio, ed aveva solo 30 anni.



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