Antony De Avila Charris arrestato a Napoli per spaccio internazionale/ Era latitante

- Chiara Ferrara

Antony De Avila Charris è stato arrestato a Napoli con l’accusa di spaccio internazionale: l’ex calciatore colombiano era conosciuto anche come el Pitufo

Antony De Avila Charris

Antony De Avila Charris è stato arrestato a Napoli con l’accusa di spaccio internazionale. L’ex calciatore colombiano, conosciuto anche come el Pitufo (“il puffo”) per la sua altezza di appena un metro e 57 centimetri, da tempo intrattiene stretti rapporti col cartello di Cali. In passato, nel corso di una gara tra Colombia ed Ecuador giocata nel 1997, dedicò persino un gol ai carcerati e, in particolare, ai due fratelli Rodriguez Orejuela, ai vertici dell’organizzazione.

La sua parabola, ad ogni modo, non è terminata nel migliore dei modi. Nei confronti del narcotrafficante, infatti, la magistratura italiana emesso un mandato di cattura per traffico di droga e produzione di sostanze stupefacenti. Era latitante dal dicembre del 2004. Lunedì scorso le autorità locali lo hanno rintracciato a Napoli, nei pressi di Porta Capuana, ed arrestato. I reati di cui è accusato sarebbero stati commessi nel 2001 proprio nel capoluogo partenopeo e a Genova.

Antony De Avila Charris arrestato a Napoli per spaccio internazionale: chi è

Antony De Avila Charris, arrestato a Napoli per spaccio internazionale, viene ricordato più per la sua fama calcistica che per i precedenti con la giustizia. La sua squadra del cuore fu l’América de Cali, di cui ha vestito la maglia dal 1983 al 1987 e poi dal 1989 al 1995, tornandoci nel 2009 – alla veneranda età di 46 anni – per chiudere la carriera, seppure per soltanto un mese di militanza.

Da calciatore Antony De Avila Charris ha anche giocato per cinque volte la finale di Copa Libertadores, quattro con l’América de Cali e una col Barcelona. Non ha mai, tuttavia, conquistato il trofeo. Con la nazionale della Colombia ha conquistato le convocazioni ai Mondiali Usa 1994 e Francia 1998. In totale ha messo a segno 13 gol. La sua carriera, ad ogni modo, è stata macchiata dai rapporti con i narcotrafficanti, di cui ha gestito gli affari per anni a livello internazionale.

 

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