App Covid iPhone, ma Immuni serve ancora/ Apple, equivoco o tracciamento ‘forzato’?

- Niccolò Magnani

Doppio equivoco dopo ultimo aggiornamento iOS 13,7 su iPhone: tracciamento senza scaricare app, ma Immuni allora non serve più? Il chiarimento e il “rischio” privacy

iPhone
Apple, modelli di iPhone (LaPresse, 2018)

Sta sorgendo più di una domanda sui forum di esperti in merito all’ultimo aggiornamento iOS 13.7 di Apple per iPhone, dal momento che viene di fatto consentito con questa ultima aggiunta «l’attivazione del sistema di notifiche di esposizione al Covid-19 senza la necessità di scaricare un’app». Sono dunque principalmente due gli “equivoci” che rischiano di essere sollevati: in primis, se con questa innovazione di Apple (che arriverà anche su Google-Android ma solo dai prossimi upgrade) si renderà di fatto “inutile” l’app Immuni. In secondo luogo, con una funzione del genere si teme il “tracciamento” a forza senza che l’utente neanche scarichi un’app dando così l’assenso in maniera volontaria. Ebbene, l’ultimo focus del Post prova a fare chiarezza su entrambi gli equivoci partendo dal fronte Immuni che continua a non essere scaricata dalla maggiorparte della popolazione: come chiarito di recente anche dagli stessi membri del Governo, l’applicazione sviluppata per conto del Ministero dell’Innovazione per il tracciamento dei contatti contro la diffusione del coronavirus serve ancora. Apple e Google stanno portando avanti il progetto sviluppato per ridurre il più possibile costi e aggiornamenti delle app anti-Covid mondiale (come Immuni) ma al momento resta disponibile solo per utenti da iPhone 6 in su e dunque vede l’app del Governo italiana ancora più sviluppata e idonea rispetto alla funzionalità introdotta da iOS 13,7.

L’EQUIVOCO TRA APPLE E IMMUNI

«Immuni continua a essere l’unica applicazione ufficiale e una risorsa importante per rilevare eventuali esposizioni al coronavirus: va quindi mantenuta sul proprio smartphone come ha fatto finora chi l’aveva scaricata in queste settimane», spiega il Post spiegando come al momento sia preferibile per sicurezza e funzionalità rispetto alle pur interessanti e utili attività introdotte dagli aggiornamenti Apple e a breve anche Android. Non solo però, a non essere ancora del tutto pronto l’impianto delle non-app su iPhone e Google lo si comprende anche con il messaggio visualizzato nell’ultimo aggiornamento: «La disponibilità del sistema dipende dal supporto da parte dell’autorità sanitaria della zona in cui ti trovi». Immuni resta ancora preferibile mentre cresce la preoccupazione su Apple e Android sul fatto che senza app da scaricare si rischia il “tracciamento forzato” dell’utente: in questo caso, l’equivoco va fugato subito visto che il singolo cittadino a decidere sul proprio smartphone se attivare tale speciale “tracciamento” (che informa con una sorta di notifica quando l’utente entrerà in contatto con una persona affetta da Covid) oppure lasciarlo inattivo, sempre per garantire la stessa privacy presente su Immuni e le altre app internazionali.

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