Appalto mascherine cinesi: intercettazioni su Arcuri/ “Lui compra a occhi chiusi…”

- Emanuela Longo

Inchiesta appalto mascherina cinesi: un arresto ai domiciliari. Spuntano le intercettazioni in cui gli indagati tirano in ballo Arcuri

Arcuri
Domenico Arcuri, presentazione piano vaccini anti-Covid (LaPresse, 2020)

Novità importanti in merito al caso relativo all’inchiesta sull’affidamento da 1,25 miliardi di euro per l’acquisto di 800 milioni di mascherine cinesi da parte del commissario per l’emergenza Domenico Arcuri in piena pandemia da Covid. A finire agli arresti domiciliari è stato Jorge Edisson Solis San Andreas mentre altre misure interdittive hanno riguardato il giornalista Rai in aspettativa, Mario Benotti, indagato per traffico di influenze illecite, Andrea Vincenzo Tommasi, Georges Fares Khozouzam e Daniela Guarnieri. Edisson Jorge San Andres Solis, come riferisce Il Giornale nell’edizione online, avrebbe detto in merito alla possibilità di mettersi in contatto con il commissario straordinario: “Io c’ho il numero di Arcuri, tutto”. Nell’ordinanza il gip spiega che in seguito ai rapporti raffreddati tra Benotti e Arcuri, l’imprenditore intermediario si sarebbe sostituito al giornalista Rai in aspettativa con un’altra persona per contattare l’ad di Invitalia proponendogli ulteriori affari.

Emergono inoltre una serie di intercettazioni citate dal giudice per le indagini preliminari: “C’è tanto capitale in Cina… Che tu guadagni un centesimo in tre miliardi di mascherina. Al mensile soltanto, mi hai capito? Tu c’hai un amico lì dentro e quell’amico serve. Tu sei bravo per arrivare ad Arcuri. Arcuri conosce il gruppo nostro. Con tuo amico Arcuri a occhi chiusi te compra. Perché noi abbiamo dato credito per 400 milioni all’Italia che nessuno, nessuno lo ha e hanno pagato tutto”.

APPALTO MASCHERINE CINESI, LE ACCUSE

Sempre secondo le intercettazioni citate dal gip emerge che Benotti “aveva intenzione di continuare a proporre ulteriori affari al commissario Arcuri” pur avendo “ampiamente lucrato illecitamente per i contratti di fornitura delle mascherine”. Al telefono con Daniela Guarnieri, Benotti avrebbe confidato la sua frustrazione per la decisione di Arcuri di interrompere con lui i rapporti. Il silenzio di Arcuri avrebbe insospettito Benotti, il quale temeva che il commissario avesse avuto notizie in forma riservata su qualcosa “che ci sta per arrivare addosso”. Un riferimento, secondo il gip, alla possibilità di indagini sulle forniture di cui Benotti era stato mediatore. Stando all’accusa le imprese italiane coinvolte nell’inchiesta avrebbero fatto da intermediari con la struttura commissariale che però sarebbe stata all’oscuro di tutto al punto che Arcuri si definisce parte lesa ed avrebbero incassato commissioni per decine di milioni, mai erogate dalla struttura commissariale stessa. Nonostante l’estraneità ribadita da Arcuri, sulla vicenda è intervenuto Fratelli d’Italia che ha chiesto che il governo possa procedere alla rimozione immediata del commissario.



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