APPELLO TURISMO ORGANIZZATO/ Imprese al collasso, basta briciole: il Governo ci aiuti

- Alberto Beggiolini

Le Associazioni del turismo organizzato chiedono al Governo misure urgenti per evitare chiusure e perdite di posti di lavoro nel settore

vacanza
Vernazza, nelle Cinque Terre (LaPresse)

Sì, benissimo, il Recovery fund è stata una bella conquista. Ma adesso? Se lo chiedono le Associazioni del turismo organizzato (Aidit Federturismo Confindustria, Assoviaggi Confesercenti, Astoi Confindustria Viaggi e Fto Confcommercio), le uniche aziende ad essere rimaste sino a oggi senza alcuna forma sostanziale di aiuto. E che adesso, appunto, si attendono risposte alle richieste dei Tour operator e delle Agenzie di viaggi. Anche perché, dopo il decreto “Cura Italia”, la politica aveva rassicurato le categorie affermando che il successivo decreto avrebbe previsto misure straordinarie per il turismo. “Nel decreto Rilancio, invece, nulla è stato previsto, a parte la ridicola e complessa misura del bonus vacanze che, per come è strutturato, non ha raccolto nemmeno il consenso degli albergatori. È stato chiesto di attendere gli emendamenti, ma dopo un intenso scambio di informazioni e dopo l’invio di numerose proposte elaborate dalle categorie, ancora nessuna norma ha dato ossigeno ad un settore tra i più colpiti, che ha zero prospettive di ripresa per il prossimo anno e che, quindi, sta sostanzialmente morendo”.

E dire che questo comparto (Tour operator, Agenzie di viaggi e Agenzie di eventi) produce-va un volume d’affari di 20 miliardi di euro e conta-va oltre 80 mila dipendenti. Invece, nessuna misura di sostegno, nonostante una perdita di oltre l’80% del fatturato annuo. 

“Quelle che a marzo erano solo previsioni, ad inizio agosto sono divenuti dati certi che, nella loro crudezza, confermano decrementi che dovrebbero portare qualsiasi Governo a introdurre con urgenza ogni misura utile. Non si è perso solo il fatturato da marzo ad agosto, è a rischio quello di un intero anno. Molte imprese – vista la stagionalità e le bassissime marginalità di questo tipo di business – oltre all’Italia, programmano mete estere e, su questo fronte, sappiamo che la ripresa sarà lentissima: si stima un ritorno alla normalità, Covid permettendo, a fine 2022. Eppure, non solo non è arrivato un sostegno attraverso lo strumento del fondo perduto, ma sono stati chiusi quasi tutti i corridoi turistici extra Ue e, per i pochi rimasti aperti, è stata prevista la quarantena al rientro per soggiorni superiori a 5 giorni, quando la permanenza minima all’estero per turismo è di 7 notti. In più, non è stato fatto alcun distinguo tra Paesi esteri sostanzialmente Covid free ed altri”.

Le associazioni del turismo organizzato auspicano quindi “un immediato ed effettivo coinvolgimento delle categorie nell’elaborazione di nuove misure”, e si augurano che il Governo non intenda, per l’ennesima volta, “riservare le briciole al settore più colpito”. “Non c’è più tempo. A settembre ci sarà la resa dei conti: molte aziende hanno già previsto di chiudere, molte altre lo faranno sicuramente nei mesi successivi. Migliaia di lavoratori e di famiglie verranno messi sul lastrico, andando comunque a gravare sulle casse dello Stato. E ciò rende ancora più incomprensibile i mancati aiuti a questo comparto! In assenza di coinvolgimento e di aiuti concreti, annunciamo che il turismo organizzato non morirà nel silenzio e non accetterà questo destino senza reagire. La pazienza dimostrata fino ad oggi da imprese e lavoratori è stata ormai sostituita da indignazione e sconcerto. Aidit, Astoi Confindustria Viaggi, Assoviaggi e Fto pretendono risposte urgenti. In difetto, le associazioni si renderanno promotrici di una protesta senza precedenti che coinvolgerà tutto il settore”. 



© RIPRODUZIONE RISERVATA