Arbitro Diletta Ciommei vittima di insulti sessisti/ “Sei donna, non puoi arbitrare”

- Maurizio Mastroluca

L’arbitro Diletta Ciommei è stata vittima di insulti sessisti mentre dirigeva una partita. “Sei donna, non puoi arbitrare”, arriva la maxi squalifica per l’attaccante Pistinciuc.

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Diletta Ciommei (Fonte Instagram)

L’arbitro Diletta Ciommei vittima di insulti sessisti: maxi squalifica a Pistinciuc

Squalificato per dieci giornate. E’ questo il verdetto della Figc/Lnd Umbria, dopo che il calciatore della Real Avignano, Adrian Florian Pistinciuc, ha rivolto all’arbitro Diletta Ciommei, reiterati insulti sessisti. A fare chiarezza sull’accaduto è il comunicato diramato dalla Figc e firmato da Luigi Rapece: “Al termine della gara, dopo aver stretto la mano all’arbitro in maniera sarcastica, proferiva al suo indirizzo reiterati insulti sessisti, dichiarando di vergognarsi del fatto che un arbitro donna potesse aver diretto una sua partita”.

Nello stesso comunicato, si legge: “Nonostante i compagni di squadra cercassero di allontanarlo, proseguiva con gli insulti invitando la predetta a smettere di arbitrare in quanto il calcio non è per le donne“. Questo atteggiamento, potrebbe essere riconducibile ad un presunto rigore non assegnato allo stesso Pistinciuc durante la partita, nella circostanza ammonito per simulazione.

Lo sfogo di Diletta Ciommei: “Porto sia i tacchi che i tacchetti”

Gli insulti sessisti di Adrian Florian Pistinciuc verso l’arbitro Diletta Ciommei, hanno scatenato diverse reazioni. La direttrice di gara, attraverso il suo profilo Instagram si è sfogata: “Porto sia i tacchi che i tacchetti. Posso correre come un uomo. Posso far rispettare le regole a 22 persone contemporaneamente. Posso decidere se fischiare o meno. Posso farlo e so farlo. So farlo perché studio e mi alleno, e non perché sono uomo o donna“.

Immediate le scuse della Real Avigliano verso Diletta Ciommei, la società ha preso anche le distanze dal suo attaccante Pistinciuc. Il presidente del club, Enrico Brunetti ha dichiarato: “Premesso che il giocatore ha sbagliato e che accettiamo in toto la decisione del Cru e le sue conseguenze”. Lo stesso Brunetti, ha continuato: “Personalmente, considero l’arbitro un arbitro, a prescindere dal genere. Per questo, credo che un insulto all’arbitro dovrebbe essere considerato solo in quanto tale, senza processi che travalicano la situazione contingente”.



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