Ardea, nonna bimbi uccisi “morti stringendo mano al papà”/ “Soccorsi arrivati tardi”

- Emanuela Longo

La nonna materna dei bimbi uccisi nella sparatoria ad Ardea: “Stringevano mano al papà, i soccorsi giunti troppo tardi”

Agguato Mondragone
Carabinieri (LaPresse)

David e Daniel sono i due fratellini uccisi nella sparatoria di ieri ad Ardea, sul litorale romano. I due bambini rispettivamente di 5 e 9 anni, stavano giocando in un parco giochi quando sono stati raggiunti dai colpi di pistola esplosi dal 35enne Andrea Pignani, ingegnere informatico suicida. Stella Di Gennaro, nonna materna, intervistata dal quotidiano Repubblica ha parlato dei due bambini definendoli dei bravi ragazzini rispettosi ed amanti dello studio ma anche molto educati: “Daniel, il più grande, aveva solo 9 e 10 in pagella. Ieri era venuto a casa mia e stava andando via senza salutarmi. Invece è arrivato all’ascensore, è tornato indietro e mi ha voluto dare un bacetto”, ha ricordato la donna disperata. Quella per lei sarebbe stata anche l’ultima volta che l’ha visto.

David, il fratellino minore, di anni ne aveva solo 5 ed il prossimo anno avrebbe iniziato la prima elementare. Considerato la mascotte della casa, aveva appena terminato l’ultimo anno di asilo: “I soccorsi sono arrivati troppo tardi. Dopo mezz’ora”, ha denunciato la nonna materna. I due piccoli, a suo dire, “respiravano ancora e davano la mano al padre”. Sarebbero morti così, senza dire nulla per mancanza di forze.

ARDEA, NONNA BIMBI UCCISI “SOCCORSI TARDIVI”, NOTA ARES

A smentire le accuse della nonna materna dei due bambini uccisi dal killer di Ardea è stata una nota dell’Ares 118 che ha invece evidenziato la tempestività dei soccorsi: “tutti i sanitari che si sono adoperati con tempestività e massimo impegno per prestare i primi soccorsi che sono arrivati sul posto in dieci minuti dalla chiamata di soccorso e tentare ripetutamente di salvare le vittime di questa inaspettata tragedia”, si legge nella nota nella quale viene espresso il cordoglio alle famiglie delle vittime. I due fratellini sono morti a causa dei colpi di pistola esplosi dal 35enne. L’arma, una Beretta calibro 7,65, era appartenuta al ladre, guardia giurata, morto lo scorso novembre. Dopo il decesso, come raccontato dalla madre del killer suicida, l’arma era misteriosamente sparita, forse nascosta proprio dal figlio che l’avrebbe usata ieri in quella che è stata una vera e propria tragedia.



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