Armando Siri/ “Il reddito di cittadinanza ha fallito, diamo soldi alle imprese”

- Carmine Massimo Balsamo

Il leghista Armando Siri a Zona Bianca: “I ragazzi chiedono di essere assunti in nero perché altrimenti non gli conviene”

armando siri
(Zona Bianca)

Il reddito di cittadinanza è uno dei principali temi della campagna elettorale. La sinistra difende strenuamente la misura bandiera del M5s, mentre il centrodestra ha annunciato la volontà di metterci mano. Intervenuto ai microfoni di Zona Bianca, Armando Siri ha rimarcato: “Va riformato, va cambiato, vanno divise le politiche attive del lavoro dall’assistenza. Chi ha bisogno di assistenza deve essere assistito dignitosamente e non deve essere mai lasciato indietro. Chi è in grado di lavorare, deve reinserirsi nel mondo del lavoro”.

L’esponente della Lega, braccio destro di Matteo Salvini, ha evidenziato: “Il reddito di cittadinanza, per come è stato concepito, serviva per reinserire le persone nel mondo del lavoro: i navigator, gli uffici di collocamento… non è stato nulla di tutto questo. Noi dobbiamo dare delle risposte a chi vuole lavorare, non a chi pensa di vivere di assistenza, ai giovani che ciondolano da un bar all’altro con 850 euro al mese. Questo lo trovo immorale”.

ARMANDO SIRI SUL REDDITO DI CITTADINANZA

“Per dimostrare che non abbiamo pregiudizi, noi lo abbiamo votato, abbiamo dato la possibilità a questo strumento di poter funzionare”, ha proseguito Armando Siri nel corso del suo intervento: “Però abbiamo anche assistito al suo fallimento. Penso al Mezzogiorno: la legge 407 del 1990, cancellata dal governo Renzi, dava la possibilità a tutte le imprese del Sud di avere una decontribuzione fino all’80 per cento per assumere i disoccupati di lungo periodo”. Armando Siri ha poi messo in risalto che va dato un sostegno alle imprese: “Facciamo questo, diamo l’opportunità alle imprese di avere le disponibilità economiche per reinserire le persone nel mondo del lavoro, abbiamo bisogno di formazione. Non sono solo gli agricoltori ad avere difficoltà: si presentano ragazzi che chiedono di essere assunti in nero perché altrimenti non gli conviene”.







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