• Iscriviti alla Newsletter
  • Accedi
  • Registrati
IlSussidiario.net
  • In primo piano
    • Ultime notizie
    • Cronaca
    • Politica
    • Economia e finanza
    • Sanità
    • Cinema e Tv
    • Calcio e altri Sport
  • Sezioni
    • Cultura
    • Energia e Ambiente
    • Esteri
    • Impresa
    • Lavoro
    • Educazione
    • Musica e Concerti
    • Motori
    • Scienze
    • Hi-Tech
    • Sanità, salute & benessere
    • Donna²
    • Milano
    • Roma
    • Oroscopo
    • Turismo e Viaggi
    • Sanremo
    • Meeting di Rimini
    • Sostenibilità e Sussidiarietà
    • Food
    • Chiesa
    • Trasporti e Mobilità
    • Osservatorio sull’informazione statistica
    • Tags
  • Approfondimenti
    • Rubriche
    • Dossier
    • Speciali
  • Riviste
    • Emmeciquadro
  • Firme & Multimedia
    • Autori
    • Intervistati
    • Editoriale
    • Foto
  • Feed Rss
  • Donazione
    • Sostieni ilSussidiario.net
IlSussidiario.net
  • Video
  • Cronaca
  • Politica
  • Sanità
  • Economia
  • Sport
  • Turismo
  • Chiesa
  • Video
  • Cronaca
  • Politica
  • Sanità
  • Economia
  • Sport
  • Turismo
  • Chiesa
IlSussidiario.net
IlSussidiario.net

Home » Esteri » Africa » ARRESTO ALMASRI/ “Dbeibah ha dietro gli Usa, ora c’è una nuova Libia basata sugli affari. E l’Italia…”

  • Africa
  • Usa
  • Esteri

ARRESTO ALMASRI/ “Dbeibah ha dietro gli Usa, ora c’è una nuova Libia basata sugli affari. E l’Italia…”

Int. Michela Mercuri
Pubblicato 8 Novembre 2025
Il frame del video nel quale si vedrebbe Almasri mentre uccide un cittadino libico nelle strade di Tripoli (X/Almasdar, Ansa)

Il frame del video nel quale si vedrebbe Almasri mentre uccide un cittadino libico nelle strade di Tripoli (X/Almasdar, Ansa)

L'arresto di Almasri è l'indizio di un nuovo "corso" in Libia favorito dal fatto che gli USA sono di nuovo nel Paese. Ecco il ruolo dell'Italia

Con l’arresto di Almasri da parte delle autorità di Tripoli, la Libia torna a far parlare di sé. Il governo di Abdul Hamid Dbeibah tenta di epurare le milizie, mentre gli Stati Uniti sembrano riaccendere i riflettori sul Paese nordafricano.

“È un segnale – spiega Michela Mercuri, docente di Cultura, storia e società dei Paesi musulmani all’Università di Padova ed esperta della Libia – che dietro le mosse di Tripoli si muovono mani internazionali ben più forti. La Libia è tornata un terreno di competizione, ma anche di opportunità. Se l’Italia saprà muoversi con intelligenza, potrà ritagliarsi un ruolo centrale nel nuovo equilibrio mediterraneo”.


Papa Leone XIV in Turchia: “mai cedere alle derive della guerra”/ Erdogan: “vista aumenta speranze di pace”


Partiamo dal caso che ha riaperto il dossier libico: l’arresto del generale Almasri. Perché è avvenuto ora, dopo la sua liberazione in Italia solo dieci mesi fa?

Il motivo è semplice: perché la Libia di oggi non è più quella di gennaio. L’Almasri liberato dall’Italia, allora capo della milizia Rada, era un uomo che contava. La Rada controllava i centri di detenzione, alcune aree petrolifere e aveva un peso politico notevole. Oggi quella milizia è stata ridimensionata, se non smantellata: Dbeibah ha deciso di eliminarne i vertici per rafforzare il suo potere. È cambiato lo scenario, sono cambiate le protezioni. Ecco perché Tripoli ha avuto vita facile nell’arrestarlo.


UCRAINA/ “Erdogan mediatore per Trump e Putin, segni chiari che si parla dell'uscita di Zelensky”


Cosa intende dire quando parla di “protezioni” cambiate?

In Libia il potere non è mai statico. Chi ieri garantiva la sopravvivenza di una milizia oggi può diventare il suo accusatore. La Rada, un tempo alleata del governo, oggi è vista come un ostacolo. Dbeibah vuole mostrarsi come il premier che “comanda davvero”, quello che epura i vecchi capi armati. Ma da solo non avrebbe potuto compiere un’azione così delicata: dietro c’è una copertura internazionale, verosimilmente americana. Washington ha ripreso in mano il dossier libico e sta incoraggiando un processo di “normalizzazione” dell’Ovest del Paese.


GAZA/ "Ecco il piano di Erdogan-Usa e dei Paesi arabo-islamici per sciogliere il nodo Hamas"


In altre parole l’arresto di Almasri è un messaggio più politico che giudiziario?

Esattamente. È un messaggio interno ed esterno: all’interno, per dimostrare che le milizie non dettano più legge; all’esterno, per segnalare che Tripoli sta tornando un interlocutore credibile. Dbeibah sa di avere poteri limitati, ma sa anche che con il sostegno degli Stati Uniti può rilanciare la propria immagine. L’arresto di Almasri è il suo “trofeo” politico.

E Haftar? Dopo i fallimenti militari del 2019 sembrava fuori gioco. Ora che parte gioca nel nuovo equilibrio?

Haftar non ha più la forza militare di un tempo, ma ha cambiato strategia. Non cerca più di unificare la Libia con le armi, bensì con gli affari. I suoi figli, giovani e pragmatici, hanno compreso che oggi il potere passa dai tavoli economici, non dai fronti di battaglia. È significativo l’incontro avvenuto a Roma lo scorso settembre tra il nipote di Dbeibah e Saddam Haftar, figlio del generale: un vertice voluto dagli Stati Uniti per favorire il dialogo economico e lo sblocco dei fondi libici congelati all’estero. Quando circolano soldi, anche il dialogo diventa più facile.

Dunque la divisione tra Est e Ovest non è più così netta?

Caso Almasri, Piantedosi e Nordio
Caso Almasri, i ministri Nordio e Piantedosi in Parlamento (ANSA 2025, Fabio Frustaci)

Non direi che sia superata, ma è diventata più porosa. A differenza del passato, si stanno cercando punti di contatto, soprattutto economici. Per la prima volta dopo anni, Tripoli e Bengasi partecipano a esercitazioni militari coordinate con il supporto dell’AFRICOM e dell’Italia, previste per il 2026. È un segnale importante: prima si tenta di stabilizzare, poi si penserà alle elezioni. È un cambio di paradigma. Per anni si è cercato di votare per stabilizzare il Paese; oggi si cerca di stabilizzare per poter votare. È la strada più realistica.

Molti osservatori restano però scettici: la Libia è ancora frammentata, le istituzioni deboli. Sta davvero cambiando qualcosa o è l’ennesima illusione di equilibrio?

Io dico che c’è una differenza. La Libia resta fragile, ma oggi c’è una convergenza d’interessi esterni che la spinge verso una relativa calma. Gli Stati Uniti sono tornati, la Turchia ha trovato spazio anche nell’Est, e persino gli Emirati e l’Egitto sembrano meno inclini al confronto diretto. Inoltre, le nuove generazioni libiche – penso ai figli di Haftar, ai giovani imprenditori di Tripoli – vogliono fare business, non la guerra. È una transizione lenta, ma c’è una mentalità diversa.

E la Turchia? Ankara continua a giocare su più tavoli.

Sì, la Turchia resta un attore determinante. Ha sostenuto per anni l’Ovest, ma oggi fa affari anche con l’Est. Ha firmato accordi energetici e infrastrutturali con Haftar, suscitando l’irritazione di Grecia e Cipro. La sua presenza militare è ancora forte, ma Erdogan ha capito che la Libia del 2025 offre più opportunità economiche che militari. Sta cercando di diventare il grande costruttore della nuova Tripoli, ma anche il partner di Bengasi. Un equilibrio sottile, che però funziona.

A proposito di equilibri, che ruolo può avere l’Italia in questa nuova fase? Siamo spesso accusati di essere spettatori.

È un errore di prospettiva. L’Italia non è marginale, anzi. Gli americani considerano Roma un facilitatore affidabile: molti dei loro incontri con le fazioni libiche avvengono proprio sul nostro territorio. Inoltre, addestriamo ufficiali sia dell’Est sia dell’Ovest, collaboriamo con l’ENI sui giacimenti petroliferi e partecipiamo ai programmi di sicurezza mediterranea. È un ruolo discreto ma sostanziale. Se l’Europa non ci ostacola come spesso accade, possiamo essere il perno della nuova stabilità mediterranea.

In altre parole, la Libia può tornare un’occasione per l’Italia?

Sì, se sapremo coglierla. La Libia non è solo migrazioni e crisi. È anche gas, infrastrutture, cooperazione economica. Dobbiamo smettere di guardarla solo come una minaccia e cominciare a vederla come una leva strategica. Gli americani lo hanno capito e sono tornati sul campo. Se Roma si muoverà in sintonia con Washington, potrà beneficiare di questa “nuova” Libia che, almeno per ora, cerca stabilità più che conflitto.

Un’ultima domanda: lei parla spesso di “mano americana” in Libia. C’è davvero un ritorno deciso di Washington?

Assolutamente sì. Gli Stati Uniti hanno riaperto dossier chiusi da anni: hanno rafforzato la loro presenza diplomatica, rilanciato l’AFRICOM e stanziato fondi per la sicurezza del Mediterraneo. L’obiettivo è duplice: contenere la penetrazione russa e bilanciare la presenza turca. In questo contesto, l’Italia può giocare un ruolo decisivo come partner operativo e politico. Ma serve visione. Come dico spesso ai miei studenti, la Libia è un enigma solo per chi la guarda da lontano: se la osservi da vicino, ti accorgi che i pezzi del puzzle stanno lentamente tornando al loro posto.

(Max Ferrario)

— — — —

Abbiamo bisogno del tuo contributo per continuare a fornirti una informazione di qualità e indipendente.

SOSTIENICI. DONA ORA CLICCANDO QUI

Tags: Erdogan

Ti potrebbe interessare anche

Ultime notizie di Africa

Ultime notizie

Gli archivi del canale di Africa

ilSussidiario.net

il Quotidiano Approfondito con le ultime news online

  • Privacy e Cookies Policy
  • Aiuto
  • Redazione
  • Chi siamo
  • Pubblicità
  • Whistleblowing
  • MOG 231/2001
  • Feed Rss
  • Tags

P.IVA: 06859710961

  • In primo piano
    • Ultime notizie
    • Cronaca
    • Politica
    • Economia e finanza
    • Sanità
    • Cinema e Tv
    • Calcio e altri Sport
  • Sezioni
    • Cultura
    • Energia e Ambiente
    • Esteri
    • Impresa
    • Lavoro
    • Educazione
    • Musica e Concerti
    • Motori
    • Scienze
    • Hi-Tech
    • Sanità, salute & benessere
    • Donna²
    • Milano
    • Roma
    • Oroscopo
    • Turismo e Viaggi
    • Sanremo
    • Meeting di Rimini
    • Sostenibilità e Sussidiarietà
    • Food
    • Chiesa
    • Trasporti e Mobilità
    • Osservatorio sull’informazione statistica
    • Tags
  • Approfondimenti
    • Rubriche
    • Dossier
    • Speciali
  • Riviste
    • Emmeciquadro
  • Firme & Multimedia
    • Autori
    • Intervistati
    • Editoriale
    • Foto
  • Feed Rss
  • Donazione
    • Sostieni ilSussidiario.net

Ben Tornato!

Accedi al tuo account

Password dimenticata? Sign Up

Create New Account!

Fill the forms bellow to register

All fields are required. Accedi

Recupera la tua password

Inserisci il tuo nome utente o indirizzo email per reimpostare la password.

Accedi
  • In primo piano
    • Ultime notizie
    • Cronaca
    • Politica
    • Economia e finanza
    • Sanità
    • Cinema e Tv
    • Calcio e altri Sport
  • Sezioni
    • Cultura
    • Energia e Ambiente
    • Esteri
    • Impresa
    • Lavoro
    • Educazione
    • Musica e Concerti
    • Motori
    • Scienze
    • Hi-Tech
    • Sanità, salute & benessere
    • Donna²
    • Milano
    • Roma
    • Oroscopo
    • Turismo e Viaggi
    • Sanremo
    • Meeting di Rimini
    • Sostenibilità e Sussidiarietà
    • Food
    • Chiesa
    • Trasporti e Mobilità
    • Osservatorio sull’informazione statistica
    • Tags
  • Approfondimenti
    • Rubriche
    • Dossier
    • Speciali
  • Riviste
    • Emmeciquadro
  • Firme & Multimedia
    • Autori
    • Intervistati
    • Editoriale
    • Foto
  • Feed Rss
  • Donazione
    • Sostieni ilSussidiario.net