Arto Lindsay “Strano suonare in Italia”/ “Show sulla Lictura Dantis di Carmelo Bene”

- Lucia Filardi

Arto Lindsay è uno dei pochi artisti internazionali che suoneranno quest’estate in Italia. I suoi concerti sono creati su un evento che ha vissuto a Bologna nel 1981

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Arto Lindsay (foto: Youtube)

Il chitarrista e cantante Arto Lindsay suonerà in Italia nei prossimi giorni e sarà uno dei pochi artisti internazionali che vedremo in Italia quest’estate. Lo attendono per il suo spettacolo Voce e Vortice: Roma il 25 giugno, Milano il 27 giugno, Fiesole il 29 giugno e Otranto il 30 giugno. A Rockol ha rivelato alcuni dettagli di quando gli hanno chiesto di mettere in piedi un tour estivo. Lindsay ha ripensato all’estate del 1981 quando, dopo aver suonato con il suo primo gruppo dei DNA a Bologna, ha presenziato alla Lectura Dantis di Carmelo Bene presso la Torre degli Asinelli.

Quel momento, rimasto nella memoria dei bolognesi, ebbe luogo ad un anno dalla bomba che alla stazione uccise ottantacinque persone e ne ferì più di duecento. La lettura dell’attore protagonista della neoavanguardia teatrale italiana aiutò la città a ritrovarsi e Arto Lindsay, su una registrazione ripescata di quel giorno, ha deciso di costruirci uno show durante il quale suonerà proprio attorno alla voce di Carmelo Bene che recita Dante. Il cantante, scambiando due chiacchiere con Rockol, ha detto di essere rimasto molto colpito da quell’evento: “Non conoscevo molto Dante e Carmelo Bene, era un personaggio all’avanguardia, provocatore, ma aveva un lato emotivo. Mi ricordo molto bene la reazione della folla”.

Arto Lindsay: “Venire in Italia è come fare un passo indietro nel tempo”

C’è qualcosa che ricollega la strage di Bologna del 1980 ad oggi, non un collegamento diretto ma un sentimento condiviso di tragedia. Arto Lindsay ha spiegato cosa è fondamentale fare, secondo lui, quando succede un evento drammatico, e cioè capire quello che è davvero successo e il modo di andare avanti: “Non credo che Carmelo Bene o Dante ci possano aiutare a comprendere cosa stiamo vivendo, ma è fondamentale recuperare il senso di comunità nella tragedia, andando oltre l’individualità”.

Per lui suonare in Italia sarà strano, lo ha ammesso a Rockol, ma allo stesso tempo emozionante. Da nativo statunitense, Arthur ha vissuto gran parte della sua infanzia e della sua giovinezza in Brasile al seguito dei genitori missionari presbiteriani: “Per venire qua sono dovuto andare a New York e farmi vaccinare“. Passare in poco tempo dal Brasile agli Stati Uniti per giungere in Italia è come fare un passo indietro nel tempo, si vivono situazioni molto differenti tra loro: “Capisco il processo di riaprire poco per volta. In Brasile la situazione è tragica, c’è un presidente che sminuisce mascherine e vaccini per i suoi interessi politici, mentre i suoi sostenitori organizzano parate dove il suo volto è affiancato a quello di Mussolini. C’è un razzismo enorme “.

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