Assalto con mazza al Comune di Villabate/ Video, “Coronavirus mi manda in miseria”

- Dario D'Angelo

Gianluigi Nuzzi di Quarto Grado posta il video dell’assalto con tanto di mazza di legno al Comune di Villabate di un uomo in miseria a causa del coronavirus

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Immagine di repertorio (Pixabay, 2018)

Primi segnali di disordine sociale. Così Gianluigi Nuzzi definisce quanto accaduto a Villabate, provincia di Palermo, dove G.T., un uomo di 53 anni ha preso d’assalto il comune armato di mazza di legno dopo il rifiuto da parte dell’amministrazione di concedergli un sussidio extra nei giorni in cui la quarantena forzata, dovuta all’emergenza coronavirus, gli impedisce di svolgere i consueti lavoretti saltuari che gli consentivano di sbarcare il lunario. Sul suo profilo Instagram il conduttore di Quarto Grado commenta così l’accaduto: “Coronavirus mi manda in miseria”, assalto al Comune. Primi segnali di disordine sociale causa Coronavirus. G.T, 53 anni, vive con 250 euro di pensione e con il divieto di uscire, ha perso lavoretti extra. ieri mattina, armato a colpi di mazza di legno, ha cercato di entrare nel Comune di Villabate (Palermo) dopo l’ennesimo rifiuto a dargli un sussidio extra”.

ASSALTO CON MAZZA AL COMUNE DI VILLABATE: PALERMO, “CORONAVIRUS MI MANDA IN MISERIA”

Nel video girato da alcuni cittadini si vede il protagonista dell’assalto al comune di Villabate scagliarsi ripetutamente con la mazza di legno contro il portone. I suoi improperi sono rivolti in particolare contro il sindaco: “Esci fuori!”, chiede il 53enne, che nel frattempo minaccia: “Ammazzo a tutti! Cornuti che siete!”. Dall’altra parte della strada, mentre l’uomo continua ad urlare e a colpire il portone del municipio con la sua mazza di legno, altri cittadini intenti a riprendere la scena commentano: “Sì, ma non è il modo. Anzi aggrava la situazione perché ora arriveranno i carabinieri…”. La questione di fondo è che la situazione economica disperata del 53enne è più che comprensibile. Da condannare la reazione violenta messa in atto dall’uomo. Ma qualcosa, a livello centrale, per dare margine d’azione ai sindaci va fatto. E in fretta.



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